Web e privacy, Soro: «Far crescere il rispetto delle persone»
Dopo il suicidio di Tiziana Cantone, il garante invita a investire nell’educazione digitale. Bagnasco: «I giovani meritano più attenzione e rispetto»
Dopo il suicidio di Tiziana Cantone, il garante Soro invita a un forte investimento nell’educazione digitale. Bagnasco: «I giovani meritano più attenzione e rispetto»
Web e privacy: un binomio tutto da reinventare. Ne è convinto il garante della privacy Antonello Soro, in particolre all’indomani del suicidio della giovane Tiziana Cantone a motivo del dilagare in rete di un video hard che la ritrae, con il relativo contorno, divenuto in fretta virale, di parodie, commenti e offese. Una «gogna», la definisce Soro, «a cui la rete rischia di esporci in mancanza di una adeguata consapevolezza, da parte degli utenti, della natura di spazio non circoscritto e degli effetti lesivi che può avere una comunicazione violenta o la ferocia nella irrisione degli altri».
Per il garante della privacy, «servono procedure di risposta più tempestive da parte delle diverse piattaforme, ma è anche necessario far crescere il rispetto delle persone in rete». Proprio in questa prospettiva «è sempre più urgente un forte investimento nell’educazione digitale per promuovere una cultura e una sensibilità adeguate alle nuove forme espressive del mondo on-line».
Sulla vicenda Cantone e su quella della diciassettenne violentata in una discoteca di Rimini mentre le “amiche” la filmavano per inviare poi il video su Whatsapp è intervenuto in un’intervista a inBlu Radio, network delle radio cattoliche italiane, anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco. «I giovani – ha detto – meritano molta più attenzione e rispetto da parte di adulti e istituzioni. Non si può piangere e scandalizzarci di fronte ad un’assurdità totale come questa che intristisce tutti e poi il giorno dopo continuare come prima: parlo della società e della cultura che stiamo passando alle nuove generazioni». Una cultura, ha aggiunto il cardinale, che «ha deriso i valori di base illudendo i nostri ragazzi che la vita è un frutto da spremere, dove il più forte vince e il più ricco vince. O si corregge questa cultura che aggredisce le nuove generazioni o si assisterà a episodi veramente terribili come questo».
15 settembre 2016

