Web, più abusi sui minori anche durante la pandemia

La denuncia dell’associazione Meter: in un mese di “lockdown” 234 chat sospette individuate, 178 segnalazioni alle forze dell’ordine

Non conoscono tregua le violenze e gli abusi perpetrati a danno dei minori nel deep web, la zona oscura della Rete. In un solo mese di “lockdown” sono state infatti 234 le chat sospette individuate e 178 le segnalazioni inoltrate alle forze dell’ordine e ai vari server provider sparsi in tutto il mondo.  È quanto ha registrato in queste settimane l’associazione Meter, la onlus fondata dal sacerdote siciliano don Fortunato Di Noto, da 30 anni impegnata nella lotta alla pedofilia, alla pedopornografia e agli abusi sui minori.

«In piena pandemia sono aumentate del 40% le segnalazioni che coinvolgono Telegram, Facebook, Twitter, WhatsApp – ha spiegato don Di Noto nel corso della conferenza stampa trasmessa via social sabato 18 aprile -. Una tragedia silenziosa se si pensa alle 34.252 foto raccolte in due sole di queste segnalazioni e che corrisponderebbero a circa 30mila bambini già abusati».

Numeri allarmanti dietro ai quali ci sono i volti e le storie di milioni di piccoli caduti vittima di soggetti perversi e organizzazioni criminali: «Non si tratta di un fenomeno circoscritto ma globalizzato che ha finito per estendersi anche per la mancanza di azioni coordinate e repressive da parte delle autorità preposte – ha proseguito -. A tutto ciò si aggiunge poi il silenzio dei media e la responsabilità dei colossi del web, i quali hanno reso tutto più difficile appellandosi alla tutela della privacy dei loro clienti».

Una piaga sottaciuta che don Di Noto denuncia senza mezzi termini e da cui fa emergere un altro principale nodo critico, strettamente connesso all’attuale periodo di isolamento sociale. «L’emergenza coronavirus ha generato un distanziamento necessario per la tutela della salute ma il rimanere a casa non implica necessariamente la sicurezza dei bambini», ha commentato il sacerdote, sottolineando «la necessità di una maggiore vigilanza, attenzione e protezione».

È questo l’appello che Meter rinnova in previsione della XXIV Giornata dedicata ai bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia, promossa dal 25 aprile a domenica 3 maggio. Si tratta della prima manifestazione istituita in Italia e all’estero nel contrasto a questo fenomeno; motivo di orgoglio dunque per l’associazione Meter che l’ha ideata nel 1995.

«Ancora una volta ricorderemo che c’è un bambino da tutelare, dentro e fuori la famiglia, attraverso l’amore – ha dichiarato don Di Noto -. Per farlo, occorre dunque passare dalle parole e dalle buone intenzioni ai fatti concreti che uniscono le forze nella salvaguardia dei più piccoli». Un impegno capillare e costante, quello di Meter, che non si arresta neanche in tempi di coronavirus: anche se il tradizionale appuntamento in piazza San Pietro per la recita del Regina Coeli non si potrà tenere, si potrà infatti aderire all’iniziativa del 3 maggio partecipando alla celebrazione trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook.

 

Sarà possibile partecipare a momenti di riflessione, preghiera e formazione collegandosi al sito www.associazionemeter.org  o ai canali social dell’associazione: «Sono diverse le iniziative che abbiamo ideato per le famiglie e le scuole affinché si sensibilizzi su questo tema – ha aggiunto -. A tal proposito, il simbolo della manifestazione è la margherita che rappresenta la purezza, l’innocenza giovanile e la semplicità». Da qui anche la scelta dell’hashtag #iorestobambino per la Giornata di quest’anno: «È quello che alcune vittime ci dicono durante i colloqui al centro ascolto – ha concluso don Di Noto -. Perché, nonostante tutto, nessuno può aver rubato l’innocenza e la spensieratezza dei bambini, futuro della società e della Chiesa».

20 aprile 2020