X Incontro mondiale delle famiglie: l’inno in 9 lingue

“We believe in love” è il titolo. L’autore: Marco Frisina. Il videoclip diretto da Luigi Pingitore. Sul sito ufficiale dell’evento, testo, melodia, accordi e file mp3

Si vedono il Colosseo e le strade della Garbatella, i turisti a piazza del Popolo e i murales di Tor Marancia, un padre che vende fiori al mercato e una madre che fa volontariato alla mensa Caritas. Il Coro della diocesi di Roma che prova nella basilica di San Giovanni deserta, fino a quando non entra la famiglia Ferrari: mamma Erika e papà Paolo con i loro figli Francesco, Sebastiano, Efraim, Giovanni e Natanaele. «We believe in love, alleluja», cantano, mentre tutti battono le mani. Si conclude con queste immagini il videoclip che accompagna l’inno ufficiale del X Incontro mondiale delle famiglie, composto da monsignor Marco Frisina, mostrato nella conferenza stampa di presentazione del raduno mondiale, a Roma dal 22 al 26 giugno 2022.

«L’inno è stato pensato per accompagnare i grandi momenti dell’Incontro, uno strumento con cui poter coinvolgere in canto tutte le famiglie – spiega Frisina -. Il ritornello in lingua inglese, composto da una melodia molto semplice e orecchiabile, proclama con entusiasmo i grandi valori fondamentali della famiglia: l’amore e la vita. Lo stile musicale dell’inno è volutamente popolare e internazionale, per favorire la partecipazione da parte di tutte le famiglie del mondo». Nelle strofe, il cui testo è cantato in nove lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese, polacco, tedesco, swahili, cinese), vengono presentati gli ideali della famiglia, descritta come via di santità, segno dell’amore, dono di speranza e di gioia. Sul sito ufficiale dell’Incontro sono disponibili il testo, la melodia, gli accordi e il file mp3 dell’inno, che può essere scaricato gratuitamente.

Il videoclip – che ha come protagonista appunto una famiglia romana, i Ferrari – è diretto da Luigi Pingitore, regista e scrittore: «Mi sono accostato a questo lavoro con lo stupore che chiunque di noi può provare di fronte all’immensa bellezza che si nasconde in certi scorci romani, nelle navate silenziose delle chiese, nei gesti intimi e spesso anonimi dei tanti uomini che ogni giorno accolgono e sorreggono gli altri, nella meravigliosa luce romana che si imbeve nelle pietre millenarie rendendole all’improvviso l’unico oggetto che valga davvero la pena guardare. Questo stupore era felicità. E cosa ci può essere di più intimamente spirituale che riconoscere la felicità della bellezza e provare a raccontarla?».

5 ottobre 2021