Yemen: bombardata un’area giochi a Taiz

Lo riferisce Save the Children. Il bilancio: un bambino ucciso e 11 feriti. «Sembra che non ci sia un posto sicuro per i piccoli in questo Paese». 29 le vittime a luglio; 32 a giugno

Nell’ultima settimana dei 4 mesi di tregua – senza che ci sia alcuna notizia in merito al rinnovo dell’accordo di cessate il fuoco -, nella serata del 24 luglio una granata ha colpito un’area giochi a Taiz, in Yemen, uccidendo un bambino di 3 anni e ferendone altri 11. Fra questi uno, di 6 anni, è ancora in condizioni critiche; gli altri sono sotto osservazione. La maggior parte di loro è stata colpita da schegge alla testa, al collo, al petto, all’addome e alle gambe. Deceduto a causa delle ferite multiple da schegge alle gambe e all’addome anche il piccolo di 3 anni, nonostante le cure in ospedale.

A riferirlo è Save the Childre, che raccoglie anche la voce del padre di uno dei piccoli rimasti feriti. «È assolutamente vergognoso – afferma -. Il nostro quartiere è relativamente sicuro e non è mai stato bombardato prima. I miei figli giocano qui ogni giorno nel pomeriggio e pensavamo che fossero al sicuro, soprattutto ora durante la tregua. Sembra che non ci sia un posto sicuro per i bambini in questo Paese». Se è vero infatti che il numero di bambini vittime del conflitto è diminuito significativamente dall’inizio della tregua, è anche vero che negli ultimi due mesi si è registrato un aumento: 29 le vittime di luglio e 32 quelle di giugno, a fronte delle 10 e 19 di aprile e maggio.

Per Rama Hansraj, direttore di Save the Children per lo Yemen, «attaccare i bambini è un crimine spaventoso e non dovrebbe essere tollerato. I responsabili di questa imperdonabile violazione devono essere chiamati a risponderne. I bambini dello Yemen hanno già vissuto sette anni di brutalità e meritano di vivere in pace e di essere protetti dalla violenza». Proprio per questo l’organizzazione chiede alle parti in conflitto di «proteggere i bambini e le loro famiglie dall’orrore della violenza in corso, evitare l’uso di armi esplosive nelle aree densamente popolate, adottare misure pratiche e immediate per ridurre l’impatto su case, scuole, ospedali e infrastrutture civili vitali. È inoltre fondamentale che venga concordata un’estensione della tregua e che tutti aderiscano al cessate il fuoco», concludono.

26 luglio 2022