Zuppi: «Si allontani la tempesta della guerra»

Il cardinale arcivescovo di Bologna ha preso possesso del titolo della chiesa di Sant'Egidio, accolto dall'affetto della Comunità a cui la rettoria è affidata, celebrando poi la Messa a Santa Maria in Trastevere

«Si aprano i cieli della pace, si allontani la tempesta della guerra, siano vinti i giorni dell’ira. Non si può mettere in gioco la pace, cerchiamo sempre una via giusta per vivere insieme». Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, pensa specialmente al Medio Oriente teatro di gravi tensioni, alla Libia «ingiustamente travagliata», all’«amato» Mozambico e al Sudan mentre lancia un appello per la pace nel mondo dalla basilica di Santa Maria in Trastevere. L’occasione è la Messa presieduta sabato 11 gennaio a coronamento della cerimonia con la quale ha preso possesso del titolo cardinalizio della vicina chiesa di Sant’Egidio. Accolto con un applauso da numerosi sacerdoti, da amici e dai membri della Comunità, alla quale la rettoria è affidata dal 1973, il porporato ha fatto ingresso nella piccola chiesa seicentesca che Papa Francesco, con bolla pontificia del 5 ottobre scorso, ha innalzato al grado di titolo presbiteriale cardinalizio.

Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. S.Maria in Trastevere, 11 gennaio 2020Una breve cerimonia che per il cardinale ha rappresentato «un tornare a casa, in una città un po’ intristita e in crisi, pur senza tornarci fisicamente», come ha affermato il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. La storia dell’arcivescovo, infatti, è legata a doppio filo con quello della Comunità nata nel 1968. Per anni ha collaborato con essa per il servizio agli ultimi. Nel 1990, proprio con Riccardi, ha svolto un importante ruolo di mediazione in Mozambico nel processo che ha portato alla pace dopo circa vent’anni di guerra civile. Dal 2000 al 2012 è inoltre stato assistente ecclesiastico generale della Comunità di Trastevere. Il cardinale ha voluto ringraziare Papa Francesco per aver donato «a un figlio della Chiesa di Roma e alla Comunità la gioia di legarsi di nuovo e di legare la chiesa di Bologna a un luogo significativo e pieno di grazia personale». La chiesa da 40 anni rappresenta il cuore della Comunità, un luogo nel quale il porporato ha ammesso di sentirsi «a casa». Una casa, ha aggiunto Riccardi, che ha visto Zuppi «operaio e protagonista di tante imprese, di sogni e di speranza». Sant’Egidio è una chiesa «dalle porte sempre aperte – ha rimarcato il cardinale -, dove si respira un clima familiare e dove tutti vengono accolti e aiutati nella preghiera».

Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020Come previsto dalla cerimonia, il cardinale, affiancato da don Francesco Tedeschi, vicario cooperatore della parrocchia di Santa Maria in Trastevere e dal cerimoniere pontificio monsignor Diego Ravelli, al suo ingresso ha baciato il crocifisso poggiato su un cuscino. Attraversando la navata ha quindi asperso i presenti con l’acqua benedetta e, raggiunto l’altare, si è raccolto in preghiera per qualche istante. Accanto a lui sacerdoti e presuli legati alla Comunità come monsignor Agostino Marchetto, arcivescovo e segretario emerito del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, il vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico, già rettore della chiesa di Sant’Egidio, e monsignor Vincenzo Paglia presidente della Pontificia accademia per la vita e consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio.

Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, Impagliazzo, Riccardi 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020Dopo la lettura della bolla pontificia con la quale Bergoglio nell’ultimo Concistoro dell’ottobre scorso ha innalzato la chiesa al grado di titolo presbiteriale cardinalizio e della bolla di assegnazione del titolo, i fedeli si sono spostati nella basilica di Santa Maria in Trastevere dove Zuppi ha presieduto la celebrazione eucaristica. Nell’omelia, commentando il Vangelo del Battesimo di Gesù, ha ricordato che quando Cristo uscì dalle acque del Giordano «sopra di Lui, si aprirono i cieli, da cui discese lo Spirito come colomba. L’aprirsi dei cieli è segno della fine dei tempi dell’ira. Oggi i cieli sono chiusi, troppo chiusi, in tante parti del mondo. Tornano i tempi dell’ira e della guerra. Tante volte, da molti anni, da questa basilica, nel cuore di Roma, si è levata una preghiera per la pace. Anche oggi si alza fiduciosa e insistente la nostra preghiera di pace al Signore, “luce delle nazioni” affinché si aprano i cieli di pace».

Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. S.Maria in Trastevere, 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio Cardinale Matteo Zuppi, Vincenzo Paglia 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio, 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, 11 gennaio 2020 Cardinale Matteo Zuppi, presa di possesso del Titolo di Sant'Egidio. S.Maria in Trastevere, 11 gennaio 2020 Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo, 11 gennaio 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

13 gennaio 2020