Guterres (Onu): a Gaza le condizioni dei palestinesi, «spaventose e apocalittiche»

Le parole alla Conferenza ministeriale del Cairo sugli aiuti. «Nulla giustifica gli atti di terrore del 7 ottobre. E nulla giustifica la punizione collettiva del popolo palestinese»

Letto dal vice segretario generale Amina J. Mohammed, ieri, 2 dicembre, il discorso del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla Conferenza ministeriale del Cairo sugli aiuti umanitari a Gaza. «Come ho detto ripetutamente, nulla giustifica gli abominevoli atti di terrore del 7 ottobre da parte di Hamas, né la presa di ostaggi. E nulla giustifica la punizione collettiva del popolo palestinese. Eppure le condizioni dei palestinesi a Gaza sono spaventose e apocalittiche», sono le parole di Guterres, che ricorda che «più di 44mila palestinesi, per lo più donne e bambini, sarebbero stati uccisi. Praticamente l’intera popolazione di Gaza è stata sfollata, spesso più volte. La malnutrizione è dilagante. Solo negli ultimi quattro mesi – prosegue -, quasi 19mila bambini sono stati ricoverati in ospedale a causa di malnutrizione acuta, quasi il doppio dei casi nella prima metà dell’anno». In questo contesto, «la carestia è imminente. Nel frattempo, il sistema sanitario è crollato. E Gaza ora ha il più alto numero di bambini amputati pro capite in tutto il mondo, molti dei quali perdono arti e vengono sottoposti a interventi chirurgici senza nemmeno l’anestesia. Ciò a cui stiamo assistendo potrebbe benissimo ammontare ai più gravi crimini internazionali».

Eppure di fronte a questa situazione tragica e alle gigantesche necessità, «gli aiuti umanitari vengono bloccati, scandalosamente». Per Guterres, «ciò viola i chiari requisiti del diritto umanitario internazionale di rispettare e proteggere i civili e di garantire che i loro bisogni essenziali siano soddisfatti. Sfida numerose risoluzioni dell’Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza che chiedono un cessate il fuoco e un accesso umanitario senza ostacoli. E ignora la Corte internazionale di giustizia, che ha emesso ordini provvisori vincolanti che devono essere rispettati». Tanto che «qualsiasi aiuto che riesce a passare rischia di essere saccheggiato, mentre la consegna è ostacolata da ordigni inesplosi, così come da strade distrutte e sovraffollate», sottolinea il segretario generale Onu, ricordando che «il mese scorso, il 90 percento dei camion degli aiuti, 98 su 109, è stato saccheggiato a Kerem Shalom».

A essere nel mirino, nell’analisi di Guterres, è lo stesso sistema di aiuti. «Dall’inizio del conflitto, sono stati uccisi 251 colleghi delle Nazioni Unite, quasi tutti dei quali lavoravano per l’Unrwa. Inoltre, le strutture umanitarie, tra cui ospedali e scuole, sono state danneggiate o distrutte. Ciò è assolutamente inaccettabile e deve cessare. Siamo chiari – prosegue -: l’incubo a Gaza non è una crisi logistica. È una crisi di volontà politica e di rispetto dei principi fondamentali del diritto umanitario internazionale». Di qui la richiesta di un «sostegno urgente e completo degli aiuti umanitari salvavita per il popolo palestinese tramite l’Unrwa» e di «intensificare gli sforzi per una soluzione politica che ponga fine a questo incubo. È giunto il momento di un cessate il fuoco immediato e del rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi – sono ancora le parole del segretario generale Onu -. Per porre fine all’occupazione illegale del Territorio palestinese occupato, come previsto dalla Corte internazionale di giustizia e richiesto dall’Assemblea generale. E per una soluzione a due Stati, in linea con il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni Onu, con Israele e Palestina che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, con Gerusalemme come Capitale di entrambi gli Stati».

3 dicembre 2024