Il cardinale Gugerotti in Siria per portare l’abbraccio del Papa

Nel Paese dal 24 al 29 gennaio, visiterà vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli cattolici in ciascuna delle rispettive cattedrali. Il 25 gennaio la celebrazione al Memoriale di san Paolo

Papa Francesco ha incaricato il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del dicastero per le Chiese orientali, di recarsi in Siria «per portare il suo abbraccio e la sua benedizione ai cattolici di quel Paese». Ne dà notizia lo stesso dicastero, informando che il porporato, accompagnato dal segretario del dicastero l’arcivescovo maronita Michel Jalakh e dall’addetto alla sua segreteria personale padre Emanuel Sabadakh, francescano, visiterà il Paese dal 24 al 29 gennaio.

Insieme al nunzio apostolico Mario Zenari, Gugerotti incontrerà i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli cattolici in ciascuna delle rispettive cattedrali: greco-melkita – «incontrandosi con il patriarca Youssef Absi e partecipando alla Divina Liturgia» -, maronita, caldea, sira, armena e latina, unendosi alla preghiera in ciascuna di esse. A Damasco e ad Aleppo, si riunirà con i responsabili, i sacerdoti, i religiosi e i laici delle comunità e con gli organismi di promozione della carità delle Chiese locali. Ancora, prenderà parte all’Assemblea plenaria dei vescovi cattolici che si incontreranno nella città di Homs.

Nel visitare i patriarchi delle Chiese ortodosse e gli altri vescovi, tra cui i presuli della Chiesa armena apostolica, il cardinale «porterà il saluto di Papa Francesco – si legge nella nota diffusa dal dicastero -, assicurando che egli considera nella presente situazione l’unità dei Cristiani un imperativo imprescindibile e che la Chiesa cattolica è pronta a ogni collaborazione». Il 25 gennaio in particolare, festa della conversione di san Paolo ed ultimo giorno dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, presiederà l’Eucaristia al Memoriale di san Paolo, edificato sul luogo che la tradizione attribuisce all’evento che segnò la vita dell’Apostolo delle genti.

Ancora, il prefetto del dicastero per le Chiese orientali venererà le reliquie dei Santi Martiri di Damasco nella chiesa latina e nella cattedrale maronita a Bab Touma. E, sia all’andata che alla conclusione del viaggio, si recherà a Beirut presso la locale Nunziatura Apostolica.

«È intento del Santo Padre – spiegano dal dicastero – che, nella condizione attuale in cui versa la Siria, essi sentano l’affetto e il sostegno dell’intera Chiesa cattolica e, in particolare, del Vescovo di Roma, il quale non cessa di pregare per loro». Guardando alla storia delle loco Chiese, «antichissime e gloriose per la loro fedeltà a Cristo», e al «contributo fondamentale» offerto dai cristiani allo sviluppo della cultura e della società dell’area fin dai primi secoli della loro esistenza, nella nota diffusa oggi si rimarca la loro richiesta di «poter continuare ad apportare il loro contributo a una Siria che resista ai rischi di settarismo e alle forze centrifughe e promuova una concorde unità nella diversità».

Papa Francesco, «nell’auspicare che siano finalmente rimosse le limitazioni che hanno portato i siriani all’indigenza e favorito una drammatica emigrazione, invita a ricostruire un Paese pacifico, la cui prosperità sia assicurata da tutte le sue componenti, nel rispetto della libertà, della dignità della persona umana, e della varietà, a partire dall’elaborazione della nuova Costituzione. Assicura che la Chiesa cattolica impiegherà ogni sforzo per aiutare, in ogni modo possibile, la rinascita della nobile Siria», concludono dal dicastero per le Chiese orientali.

22 gennaio 2025