Pizzaballa a Gaza con il patriarca Theophilos
Il cardinale nella Striscia con un carico di 500 tonnellate di aiuti per la popolazione civile, dopo l’attacco che ha colpito la parrocchia latina della Sacra Famiglia. Assicurata l’evacuazione dei feriti
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, e il patriarca greco-ortodosso Theophilos III sono entrati questa mattina, 18 luglio, a Gaza, all’indomani dell’attacco al complesso della parrocchia della Sacra Famiglia, nel quale sono morte 3 persone a altre 9 sono state ferite. La delegazione ecclesiastica ha dato concretezza alla comune sollecitudine pastorale delle Chiese di Terra Santa e alla loro preoccupazione per la comunità di Gaza.
«Durante il soggiorno – riferiscono dal Patriarcato latino -, la delegazione incontrerà i membri della comunità cristiana locale, offrirà cordoglio e solidarietà e sarà al fianco di coloro che sono stati colpiti dai recenti eventi». Pizzaballa, rimarcano, valuterà «personalmente» i bisogni umanitari e pastorali della comunità, «per aiutare a guidare la presenza e la risposta continua della Chiesa». Assicurato l’accesso – «su richiesta del Patriarcato latino e in coordinamento coi partner umanitari» – per la consegna di assistenza essenziale non solo alla comunità cristiana ma anche al maggior numero possibile di famiglie. Si tratta di centinaia di tonnellate di scorte alimentari, kit di pronto soccorso e attrezzature mediche urgentemente necessarie». Complessivamente, circa 500 tonnellate. Ancora, il Patriarcato ha assicurato l’evacuazione di persone ferite nell’attacco verso istituzioni mediche al di fuori di Gaza, dove riceveranno le cure del caso.
Gratitudine, nella nota diffusa dal Patriarcato latino, verso Papa Leone XIV, che «ha chiamato il cardinale Pizzaballa e il patriarca Theophilos all’ingresso a Gaza per offrire il suo sostegno, la sua vicinanza e le sue preghiere. Preghiamo per la sicurezza della delegazione e per la sospensione delle attività militari durante la visita. Il Patriarcato latino – assicurano – rimane fermo nel suo impegno verso la comunità cristiana e l’intera popolazione di Gaza. Non saranno dimenticati, né abbandonati».
18 luglio 2025

