Reina ai seminaristi del Maggiore: «Scrivere pagine nuove»
Il vicario ha presieduto la Messa per la festa della Madonna della Fiducia, patrona del Seminario. L’invito a imitare la fraternità dei discepoli, «punto di forza per accogliere e interpretare le sfide che ci mette davanti questo tempo». Il rettore Di Tolve: «Tempo di presenza fedele e disponibilità generosa»
«In un tempo e in una cultura che dà segnali sempre più chiari di allontanamento da Dio, con una scristianizzazione costante e a volte anche galoppante, con tante forme di scoraggiamento e di sconforto», il sacerdote, per il cardinale vicario Baldo Reina, deve ritrovare il coraggio dei santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa che la Chiesa celebra oggi, 14 febbraio, e di Paolo e Barnaba, unito alla fiducia della Vergine Maria che rispose “sì” alla volontà di Dio. Il porporato questa mattina ha presieduto la Messa nella festa di Maria Madre della Fiducia, patrona del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Solennità per alunni (52 dal primo anno al diaconato più 3 che saranno ordinati presbiteri nei prossimi mesi), ex alunni e formatori, che alla Vergine rivolgono costantemente la giaculatoria “Mater mea, fiducia mea”. Alla Messa nella cappella maggiore, concelebrata dal cardinale Gianfranco Ghirlanda, da numerosi vescovi – tra i quali il vicegerente Tarantelli Baccari, il nunzio apostolico in Italia e San Marino Petar Rajic e il segretario aggiunto del dicastero per i Laici, la famiglia e la vita Dario Gervasi – e decine di sacerdoti, hanno partecipato anche numerosi familiari dei seminaristi.
Il vicario nell’omelia ha declinato il tema della fiducia come «quell’attitudine» che il presbitero è chiamato ad avere nel ministero. «Significa innanzitutto avere fiducia in Dio, che il nostro ministero lo sostiene, lo abita, lo anima – ha detto -. Avere fiducia anche nelle nostre capacità, nella nostra intelligenza, in una forma di creatività pastorale che ci viene richiesta, che non è facile, perché si rischia sempre di scontentare qualcuno». Ma la franchezza, che il vicario ha riscontrato nei sacerdoti della diocesi di Roma, deve portare «a scrivere delle pagine nuove» pur tra le difficoltà, perché «quando si cerca di scrivere una pagina nuova c’è sempre qualcuno che rema contro.
È allora che bisogna imitare Paolo e Barnaba, Cirillo e Metodio». Una fraternità fra queste coppie di discepoli che rappresenta «un punto di forza del presbiterio romano – le parole del porporato -, un punto di forza per accogliere evangelicamente e interpretare le sfide che ci mette davanti questo tempo» in cui bisogna anche pregare “il padrone della messe”, perché si avverte «il bisogno di tante vocazioni sacerdotali, religiose, missionarie». Infine, meditando la pagina del Vangelo, Reina si è soffermato sulla virtù della mitezza richiesta ai sacerdoti, che «non devono imporre nulla, non devono imporsi sugli altri» ma affidarsi al Padre come la Vergine che, tra tante difficoltà, si è sempre fidata di Dio. «Maria è coraggiosa, forte, sa scrivere pagine nuove», ha concluso.

La Madonna della Fiducia, ha detto il vescovo Michele Di Tolve, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, è una «Madre che ci accompagna nel cammino e ci educa a consegnare la vita al Signore con cuore libero e disponibile». Nei giorni scorsi, Papa Leone XIV durante l’udienza ai sacerdoti di Madrid, ha esortato loro e tutti i presbiteri del mondo a essere configurati a Cristo. A tal proposito Di Tolve ha sottolineato che questo «non è il tempo del ripiegamento né della rassegnazione, ma di una presenza fedele e di una disponibilità generosa».
L’icona e il titolo della Madonna della Fiducia sono strettamente legati alle vicende della comunità del Laterano, che la venera da quasi due secoli e ogni anno la celebra solennemente il sabato precedente l’inizio della Quaresima. Dipinta su ovale di rame, l’opera raffigura la Madre col Bambino, la cui caratteristica è il braccio sinistro del piccolo Gesù, proteso a indicare la Vergine. La devozione ha origine nel XVIII secolo con la mistica Chiara Isabella Fornari, abbadessa delle clarisse di Todi. L’immagine giunse poi a Roma grazie al gesuita padre Crivelli. Quest’ultimo, guarito miracolosamente dopo aver pregato davanti all’immagine, ne portò una copia al Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove il titolo “della Fiducia” si consolidò progressivamente.
Le celebrazioni per omaggiare la patrona sono iniziate ieri sera, 13 febbraio, con la recita dei primi vespri presieduti dal vescovo di Civitavecchia-Tarquinia-Porto-Santa Rufina Gianrico Ruzza. Le lodi di questa mattina sono state invece guidate da Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Le celebrazioni si concluderanno questa sera con la recita dei secondi vespri presieduti dal cardinale Beniamino Stella, prefetto emerito della Congregazione per il clero.
14 febbrario 2026

