Accordo Ue sui fondi all’Ucraina

Approvato all’unanimità un pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro. Vinta la resistenza dell’ungherese Orban. La mediazione della premier italiana Meloni. I vescovi della Comece: «Incoraggiamo i leader europei a mantenere la loro unità»

Accordo raggiunto, a Bruxelles, su revisione del bilancio e nuovi aiuti all’Ucraina. «Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue. In questo modo si garantisce un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all’Ucraina», ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, annunciando il voto all’unanimità. Vinta anche la resistenza del premier ungherese Viktor Orban, grazie al ruolo di mediazione svolto dalla presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. «Non era facile, una soluzione a 26 era un problema, un precedente pericoloso, abbiamo lavorato molto per una soluzione a 27 e siamo molto soddisfatti», le parole di Meloni.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è collegato per «ringraziare» i 27, mettendoli in guardia sul fatto che la Corea del Nord fornirà «un milione di munizioni alla Russia» e pure questa è una corsa che l’Europa «non può permettersi di perdere». Ora si attende la decisione del Senato americano sui fondi a Kiev, la prossima settimana.

Importante, per l’Ungheria, il richiamo, nell’intesa, alle conclusioni del Consiglio europeo di dicembre 2020 sul meccanismo di condizionalità, sulla base del quale Bruxelles ha congelato i fondi per l’Ungheria. Fonti Ue spiegano che, nello specifico, il richiamo fa riferimento al fatto che «le misure previste dal meccanismo dovranno essere proporzionate all’impatto delle violazioni dello Stato di diritto». In quel testo, inoltre, si disciplina «un equo trattamento» tra i 27 nell’applicazione del meccanismo di condizionalità. Il programma per l’Ucraina – 33 miliardi in prestiti agevolati e 17 in sussidi da qui al 2027 – sarà adesso soggetto a un «dibattito annuale» e «se necessario fra due anni il Consiglio europeo inviterà la Commissione a presentare una proposta di revisione».

Soddisfatti dell’intesa raggiunta anche i vescovi  europei. «Accogliamo con favore l’accordo di oggi sulla “UkraineFacility” – si legge in una nota diffusa dalla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea -, un elemento chiave dei continui sforzi di solidarietà dell’Ue con l’Ucraina devastata dalla guerra. Incoraggiamo i leader dell’Ue a mantenere la loro unità e a rimanere impegnati nel progetto europeo».

2 febbraio 2024