Al Policlinico Gemelli nasce un nuovo percorso clinico assistenziale dedicato ai pazienti con tumori della testa e del collo, che rappresentano il 6% di tutti i tumori maligni ma di cui «si parla ancora troppo poco». A spiegarlo sono gli specialisti della Fondazione Gemelli che questa mattina, 21 marzo, nella hall dell’ospedale presentano la novità, insieme ad Antonio Giulio de Belvis, direttore Uoc percorsi e valutazione outcome clinici della Fondazione Gemelli. Riguardo a queste neoplasie, parlano di «grandi assenti» nella comunicazione dedicata all’oncologia. L’incidenza, osservano, è maggiore nei pazienti di 60-70 anni, anche se di recente si è osservato un incremento di casi nei soggetti più giovani (sotto i 40 anni) e in quelli più anziani (sopra gli 80 anni).

I fattori di rischio: fumo di sigaretta, fumo di marijuana, consumo di alcol e, per alcuni tumori dell’orofaringe (tonsilla palatina, tessuto linfatico della base della lingua) e del rinofaringe, infezioni virali quali quelle da Papilloma Virus e da Ebstein Barr Virus. Ogni anno al Policlinico Gemelli vengono diagnosticati e trattati più di 400 casi di queste neoplasie. «Nella maggior parte dei casi i tumori della testa e del collo – spiega Gaetano Paludetti, ordinario di Clinica otorinolaringoiatrica all’Università Cattolica e direttore Area Testa e collo della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs – sono spesso diagnosticati tardivamente e dunque trattati in stadio avanzato, condizionando negativamente l’esito del trattamento. Pertanto, il riconoscimento tempestivo dei segni e sintomi tipici è presupposto fondamentale per una diagnosi precoce e per la scelta di un trattamento efficace e sovente meno invasivo, con sequele di minor entità e maggiori probabilità di guarigione clinica».

Per de Belvis, la scarsa attenzione alla prevenzione da parte di questi pazienti «è un dato di fatto, ancor più evidente in chi vive in condizioni di svantaggio o di fragilità sociale. Questo percorso – osserva -, oltre a identificare la sequenza più appropriata di azioni diagnostiche, terapeutiche, assistenziali e riabilitative, cadenzata all’interno del Tumor Board, assegna il giusto risalto alle attività di diagnosi precoce, alla sensibilizzazione sui corretti stili di vita e alla disassuefazione da abuso di alcol e sostanze, fattori di rischio per questi tumori».

21 marzo 2019