Al via all’Auxilium il corso “Custodi del Giardino”

Primo incontro del progetto di formazione ecologia il 24 febbraio, sul tema “Cambiamenti climatici e migrazioni”. Si continua il 23 marzo e il 20 aprile

“Cambiamenti climatici e migrazioni”: questo il tema dell’incontro che sabato prossimo, 24 febbraio, aprirà il progetto di formazione ecologica “Custodi del Giardino”, organizzato dalla Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium in collaborazione con la Caritas diocesana di Roma, la rivista Terra e Missione e l’associazione Greenaccord. L’appuntamento è dalle 9  alle 13 nella sede dell’Auxilium.

Ad aprire i lavori, i saluti di Amaya Valcàrcel, ricercatrice della sezione Migranti e rifugiati del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, e di Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma. Seguirà l’introduzione al tema della giornata a cura di Linda Pocher, docente di teologia dogmatica. Quindi, nella prima sessione dell’incontro, che sarà moderato dal giornalista Giuseppe Carrisi, si discuterà di “Ecoprofughi e rifugiati climatici. Migrazioni forzate di ieri, di oggi e di domani”, insieme al giornalista e saggista Valerio Calzolaio, che negli ultimi venti anni ha affrontato più volte nei suoi scritti la materia delle migrazioni. Di “Cambiamenti climatici, evidenze passate e scenari futuri” parlerà invece Giorgio Budillon, vicepresidente della Commissione scientifica nazionale per l’Antartide e Prorettore alla ricerca e ai rapporti istituzionali dell’Università degli studi di Napoli “Parthenope”.

«Da ormai un decennio – riflette Calzolaio – le organizzazioni internazionali, gli istituti di ricerca e le stesse frontiere stanno sperimentando l’arrivo di tantissime persone costrette a fuggire. Non scappano dalla persecuzione, ma da disastri ambientali e climatici. È un fenomeno quantitativamente e qualitativamente sempre più rilevante e drammatico. Vi sono stati dei forti segnali – prosegue -, come quello contenuto nell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, che al punto 25 coltiva l’espressa esigenza di riconoscere l’esistenza del rifugiato climatico, ma negli anni non si è trovato un sistema per tutelare davvero questi uomini, donne e bambini, che sono sempre di più».

Tra loro, Madi Keita, migrante del Mali, oggi mediatore e impegnato con il Centro Astalli in diverse attività culturali, che ha lasciato il suo Paese nel 2008, all’età di 19 anni, proprio a causa del riscaldamento globale. «In Mali manca l’acqua e chi non ha acqua non ha la vita. Senza contare la sistematica assenza del rispetto dei diritti umani che caratterizza le politiche e le azioni del governo», racconta il giovane, che porterà la sua testimonianza durante il convegno. A seguire, nella seconda sessione, interverrà Oliviero Forti, esperto di politiche migratorie e autore del volume “La mobilità umana”.

I prossimi due appuntamenti si svolgeranno sempre di sabato mattina, nelle giornate del 23 marzo e 20 aprile 2024.

20 febbraio 2024