L’associazionismo cattolico ricorda il cardinale Ruini
L’omaggio di Azione cattolica, Fuci, Acli, Rinnovamento nello Spirito, Medicina Solidale e Pro Vita & Famiglia al porporato morto il 16 giugno, all’età di 95 anni. «Pastore di pensiero e di governo, ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana»
Subito dopo la notizia della morte del cardinale Camillo Ruini, martedì 16 giugno, all’età di 95 anni, si sono susseguiti numerosissimi messaggi delle associazioni cattoliche che in questi anni hanno intrecciato il loro cammino con il suo. Parole di ricordo e gratitudine, oltre che di cordoglio, per la sua vita e il suo lungo ministero al servizio della Chiesa di Roma e d’Italia. «Pastore e uomo di Chiesa che ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana – lo definiscono in una nota dalla Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana – e che ha rappresentato una figura di grande rilievo per la Chiesa universale tutta». Ricordano quindi la sua «vicinanza sincera» all’associazione, «maturata in un rapporto non privo di asperità, ma sempre schietto e insieme profondamente paterno».
Un rapporto di «stima e collaborazione», quello con l’Ac, nato negli anni del suo servizio nella sua diocesi di origine, quella di Reggio Emilia – Guastalla, e proseguito nel tempo, tanto che dell’associazione Ruini fu anche assistente ecclesiastico generale, nel biennio 1989-90. Con la sua scomparsa «viene a mancare un pastore di pensiero e di governo, che ha avuto un ruolo centrale durante i pontificati di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, dei quali fu stretto collaboratore e vicario generale per la diocesi di Roma dal 1991 al 2008», si ricorda nella nota, facendo menzione anche nel suo impegno alla guida della Conferenza episcopale italiana per 16 anni, «accompagnandone il consolidamento delle strutture e contribuendo a rafforzarne la capacità di presenza e di azione nel Paese».

Di Ruini la presidenza di Ac ricorda il contributo di « intelligenza, passione ecclesiale e attenzione ai laici, chiamati a essere protagonisti della missione della Chiesa», insieme alla «ricchezza della sua riflessione ecclesiale, profondamente segnata dalla fedeltà al Concilio Vaticano II, ai suoi insegnamenti e ai suoi documenti, interpretati secondo quella prospettiva di riforma nella continuità che ha trovato una significativa formulazione nel magistero di Benedetto XVI. In questa chiave – aggiungono – ha sempre letto il rapporto tra Chiesa e mondo, tra tradizione e rinnovamento, tra annuncio del Vangelo e responsabilità dei credenti nella storia. Senza mai perdere la fede dei semplici quale metro di misura della sua vita, unito ad una visione pastorale che troverà la sua massima espressione nel suo “Progetto culturale cristianamente orientato” e nel suo lascito».
Anche la Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) si è unita al cordoglio, ricordandolo come «una figura centrale nella storia ecclesiale dell’Italia, punto di riferimento del cattolicesimo impegnato al servizio della cittadinanza attiva e politica». Da presidente della Cei, «è stato in grado di mediare tra le diverse anime politiche e associative del cattolicesimo italiano, spronando sempre ad agire in piena comunione con la Chiesa Cattolica e in risposta alle esigenze di testimonianza contemporanee». Commosso, in particolare, il ricordo dei giovani Fucini di Roma e del Lazio: «La Sua intensa attività pastorale è stata segnata dalla costante dedizione al servizio della Chiesa e dalla profonda capacità di dialogo con la società civile. Definì il ministero nel mondo universitario come uno dei più significativi e il suo serio impegno intellettuale ha offerto una preziosa testimonianza di autentico servizio al Vangelo».

Riconoscenza nel ricordo delle Acli provinciali di Roma, che accanto a Ruini hanno lavorato, negli anni in cui è stato vicario per Roma, «per costruire ogni giorno una comunità accogliente e solidale», scrivono in una nota. «Con il cardinale Ruini ci ha sempre uniti la comune “missione per Roma”, vicino ai più fragili e a chi vive ai margini, con l’attenzione ad una nuova evangelizzazione della città – aggiungono -. Un’intuizione di Giovanni Paolo II portata avanti dal cardinale con impegno e passione, che ha lasciato un segno profondo nella nostra città».
Della sua «visione profetica, accanto ai più fragili» parla anche Lucia Ercoli, coordinatrice dell’associazione Medicina Solidale. «Fu proprio il cardinale Ruini a firmare il protocollo d’intesa per l’avvio della sperimentazione della medicina solidale nel 2004 – ricorda – e subito dopo venne stanziato il fondo per la costruzione dell’ambulatorio pediatrico a Tor Bella Monaca che adesso è in uso alla parrocchia Santa Maria Madre del Redentore. La nostra associazione – aggiunge – insieme a Fonte d’Ismaele si unisce alla Chiesa di Roma nel ricordo riconoscente del cardinale Ruini».
A dare voce al cordoglio del Rinnovamento nello Spirito è il presidente nazionale Giuseppe Contaldo, che esprime riconoscenza per l’approvazione definitiva dello Statuto del movimento, come presidente della Cei, il 14 marzo 2002, «oggi celebrato come “Giornata del Ringraziamento”». Ruini, evidenzia, «si è speso con finezza umana e generosità per il Vangelo e la Chiesa. Con la sua testimonianza di fede, umiltà e dedizione al prossimo, ha rappresentato un esempio luminoso per tante generazioni, sempre vicino alle rivendicazioni degli uomini per una pronta risposta a ogni bisogno e un punto di riferimento spirituale e umano per quanti lo hanno conosciuto. Non posso non ricordare il suo cuore sacerdotale e la preparazione teologica con cui ha servito la Chiesa e in particolare la Chiesa in Italia».

Incentrato sul suo impegno «nella difesa dei valori non negoziabili» il ricordo di Pro Vita & Famiglia. «Con il cardinale Ruini – scrivono in una nota – scompare un maestro che ha saputo indicare con chiarezza il confine tra il lecito rifiuto dell’accanimento terapeutico e la soppressione deliberata di una vita umana. Cira un anno fa, nell’agosto 2025, aveva ammonito: “Sopprimere un’esistenza non potrà mai essere eticamente accettabile”. Una posizione tenuta ferma per quasi vent’anni, dai tempi del caso Eluana Englaro e che oggi risuona con forza straordinaria proprio mentre una parte della maggioranza di centrodestra rischia di tradire il proprio mandato elettorale cedendo alle pressioni per legalizzare la morte di Stato», sottolineano.
Altrettanto netta, aggiungono dall’associazione, «la sua difesa della vita nascente. Convinto che l’aborto rappresentasse una grave violazione della dignità umana, aveva più volte sollecitato una revisione della legge 194, difendendo con forza l’obiezione di coscienza dei medici. Nel 2008 aveva proposto con coraggio una moratoria sull’aborto per “risvegliare le coscienze di tutti” e ricordare che il bambino nel grembo è un essere umano a tutti gli effetti». Inevitabile poi il ricordo del suo «straordinario contributo al primo Family Day del 2007, in piazza San Giovanni: oltre 500mila persone che riuscirono a bloccare il ddl DICO sulle unioni civili. Fu la dimostrazione più compiuta della sua visione di una Chiesa capace di incidere nella vita pubblica quando sono in gioco i principi fondamentali», concludono. Oggi «la sua voce mancherà, ma la sua testimonianza rimane».
19 giugno 2026

