Al via il 50° Forum economico mondiale di Davos

Il messaggio del Papa: «Mettere la persona al centro delle politiche pubbliche». Greta Thunberg: «Sul clima finora nulla è cambiato». Il presidente Usa Trump: «Profeti di sventura»

Prima giornata per il 50° Forum economico mondiale, a Davos – Kloster, in Svizzera, dal 21 al 24 gennaio, sul tema “Stakeholder per un mondo coeso e sostenibile”. Un luogo dove «la volontà politica e la mutua cooperazione possono essere guidate e rafforzate per superare isolazionismo, individualismo e colonizzazione ideologica», lo definisce Papa Francesco nel messaggio inviato per l’occasione a Klaus Schwab, presidente esecutivo del “World economic forum” (Wef). A consegnare il testo, il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, a Davos come rappresentante della Santa Sede.

Il Papa invita a «un maggiore impegno a tutti i livelli per affrontare con più concretezza le diverse sfide che l’umanità si trova ad affrontare. In questi 50 anni – si legge nel testo -, abbiamo assistito a trasformazioni geopolitiche e cambiamenti significativi, dall’economia ai mercati del lavoro fino alla tecnologia digitale e all’ambiente. Molti di questi sviluppi hanno portato beneficio all’umanità, mentre altri hanno avuto effetti perversi e creato significative lacune nello sviluppo». Eppure, è l’analisi di Francesco, non dobbiamo mai dimenticare che «siamo tutti membri dell’unica famiglia umana». Di qui l’«obbligo morale» di «mettere la persona umana, piuttosto che il mero perseguimento del potere o del profitto, al centro delle politiche pubbliche».

L’autentico «sviluppo umano integrale», il pontefice ne è convinto, «può prosperare solo quando tutti i membri della famiglia umana sono inclusi in esso e contribuiscono a perseguire il bene comune». Ben oltre, quindi, quelle «visioni materialistiche o utilitaristiche che portano a pratiche e strutture motivate largamente, o esclusivamente, dall’interesse egoistico». Tutto questo, avverte Bergoglio, conduce alla «mancanza di solidarietà e carità, che a sua volta danno origine a ingiustizie reali». Da ultimo, il Papa ricorda quindi l’importanza dell’«economia integrale», al centro della Laudato si’, per «un umanesimo capace di mettere insieme i diversi campi di conoscenza, incluso quello economico, al servizio di una visione più integrale e integrata». Da lui anche un appello alla «responsabilità morale nel cercare lo sviluppo integrale di tutti i nostri fratelli e sorelle», facendo crescere «la solidarietà, specialmente con coloro che sono nel bisogno, che sperimentano ingiustizie economiche e la cui esistenza è minacciata».

La prima giornata del Forum ha visto anche il gruppo di discussione più giovane della storia di Davos, dedicato al clima. Tra i partecipanti, l’attivista Greta Thunberg ma anche Salvador Gómez-Colón, che ha raccolto i fondi per l’uragano Maria che ha devastato Portorico nel 2017, Natasha Mwansa, attivista zambiana per i diritti delle ragazze e delle donne, e Autumn Peltier, la “guerriera dell’acqua” canadese, membro della Prima Nazione di Wikwemikong. In apertura, un cortometraggio sulle proteste mondiali per il clima in tutto il mondo. «Sono successe molte cose che nessuno avrebbe potuto prevedere, e questo ha dato il via a un movimento – le parole di Greta -. Non sono solo io, ma tanti giovani ovunque che hanno creato un’ alleanza. Le persone sono più consapevoli ora. Grazie alla spinta dei giovani sembra che il clima e l’ambiente ora siano un argomento caldo. Allo stesso tempo però – ha aggiunto -, non è stato realizzato nulla. Le emissioni globali continuano ad aumentare. Dobbiamo iniziare ad ascoltare la scienza e trattare questa crisi con l’importanza che merita».

A proposito di scienza, l’attivista svedese ha citato i dati del rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, a partire dal 2018, spiegando che sono rimasti pochi anni per agire e che c’è una probabilità del 67% di mantenere la temperatura globale al di sotto dell’1,5%. «Con i livelli di emissione odierni – ha detto -, il budget rimanente sparirà in meno di otto anni. Queste non sono le opinioni di nessuno, questa è scienza». Quindi, una stoccata rivolta al mondo dell’informazione: «Ho ripetuto questi numeri in quasi tutti i discorsi degli ultimi 18 mesi. Voi non ne volete sapere niente di questi dati ma io continuerò a ripeterli finché non li ascolterete».

Dopo i giovani – «siamo il presente. E agiamo adesso», ha sottolineato chiudendo il panel Gómez-Colón -, l’intervento del presidente Usa Donald Trump, che ha rivendicato una nuova fioritura per gli Stati Uniti: «L’America prospera e vince come mai prima d’ora», ha detto citando gli accordi commerciali firmati nei giorni scorsi con Cina, Messico e Canada. «Siamo un esempio per il mondo», ha affermato, opponendo i numeri della sua presidenza riguardo a economia e occupazione alla voce dei «profeti della sventura», come li ha chiamati, senza mai citare espressamente né Greta né altri attivisti. «Non è tempo di pessimismi – ha assicurato – ma di una grande gioia, ottimismo e azione».

21 gennaio 2020