Aleppo: bombe sul complesso francescano del Terra Santa College

Il raid nel pomeriggio del 1° dicembre. Il Custode Patton: «Grazie a Dio, non ci sono vittime né feriti». L’invito a unirsi nella preghiera per la pace. Il Papa: «Preghiamo per la Siria, dove purtroppo la guerra si è riaccesa causando molte vittime»

Il raid di ieri, 1° dicembre, sulla città di Aleppo ha colpito anche il complesso francescano del Terra Santa College. «Grazie a Dio, non ci sono vittime né feriti, solo l’edificio è risultato danneggiato», informa in una nota il Custode di Terra Santa padre Francesco Patton. «I nostri frati e i fedeli della parrocchia stanno tutti bene. Dalla nostra Curia siamo in costante contatto con loro», aggiunge,  parlando comunque di una «crescente tensione e timore della popolazione civile locale per gli imprevedibili sviluppi del confronto in atto».

Dal francescano arriva anche un invito «ai nostri frati, ai cristiani di Terra Santa e a tutte le Chiese» a «unirsi a noi in preghiera per la pace in Siria, martoriata da lunghi anni di guerra e violenze. La parola di Dio di questa prima domenica d’Avvento ci invita a mantenere viva la speranza per una prospettiva di pace – conclude -. Accogliamo questa esortazione, e preghiamo che si realizzi per i nostri fratelli siriani».

Del riacutizzarsi della crisi in Siria ha parlato anche Francesco, al termine della preghiera dell’Angelus, in piazza San Pietro. Anche lui ha invitato a pregare per il Paese, «dove purtroppo la guerra si è riaccesa causando molte vittime». Poco prima, aveva ricordato anche il Libano, rallegrandosi per il cessate il fuoco raggiunto nei giorni scorsi ed esprimendo l’auspicio che «possa essere rispettato da tutte le parti, permettendo alla popolazione delle regioni interessate dal conflitto – sia libanese sia israeliana – di tornare presto e in sicurezza a casa, anche con l’aiuto prezioso dell’esercito libanese e delle forze di pace delle Nazioni Unite». Nelle parole di Francesco, «quando si rinuncia all’uso delle armi e si fa il dialogo, si fa un buon cammino».

Ancora, riferito al Libano: «È mia speranza che lo spiraglio di pace che si è aperto possa portare al cessate il fuoco su tutti gli altri fronti, soprattutto a Gaza – l’appello del Papa -. Ho molto a cuore la liberazione degli israeliani che ancora sono tenuti in ostaggio e l’accesso degli aiuti umanitari alla popolazione palestinese stremata». Quindi, nella preghiera del pontefice, il «dolore per il conflitto che continua a insanguinare la martoriata Ucraina», dove «assistiamo quasi tre anni a una tremenda sequenza di morti, di feriti, di violenze, di distruzioni». La guerra «è un orrore, la guerra offende Dio e l’umanità, la guerra non risparmia nessuno, la guerra è sempre una sconfitta, una sconfitta per l’umanità intera!».

Il pensiero di Bergoglio è andato alle sue «prime vittime»: i bambini, le donne, gli anziani, le persone deboli. «Pensiamo che l’inverno è alle porte, e rischia di esacerbare le condizioni di milioni di sfollati. Saranno mesi difficilissimi per loro. La concomitanza di guerra e freddo è tragica». Di qui l’ennesimo appello «alla comunità internazionale e a ogni uomo e donna di buona volontà, affinché si adoperino in ogni modo per fermare questa guerra e per far prevalere dialogo, fraternità, riconciliazione. Si moltiplichi, a ogni livello, un rinnovato impegno – l’esortazione -. E mentre ci prepariamo al Natale, mentre attendiamo la nascita del Re della pace, si dia a queste popolazioni una speranza concreta». La ricerca della pace, ha ribadito infatti Francesco, «è una responsabilità non di pochi, ma di tutti. Se prevalgono l’assuefazione e l’indifferenza agli orrori della guerra, tutta, tutta la famiglia umana è sconfitta».

2 dicembre 2024