#Aleppoday, l’Unicef: «I bambini siriani hanno bisogno di noi»

A Roma coperte in segno di vicinanza alla Siria. Iacomini: «È in corso un genocidio di bambini. Gli italiani hanno risposto al nostro appello, i politici no»

A Roma coperte simboliche per manifestare vicinanza alla Siria. Iacomini: «È in corso un genocidio di bambini. Gli italiani hanno risposto al nostro appello, i politici no»

Una coperta, portata simbolicamente in piazza, per stringere in un abbraccio di solidarietà i bambini di Aleppo e di tutta la Siria. È l’iniziativa lanciata ieri, 22 dicembre, a piazza del Popolo, a Roma, da Unicef Italia, in occasione dell’#Aleppoday. «In Siria la guerra va avanti da sei anni, ad Aleppo c’è un assedio da quattro. E i bambini vivono in situazioni inimmaginabili – ha sottolineato il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini -. Noi vogliamo donare una coperta, da una parte per alleviare le sofferenze dei bambini di Aleppo, dove nevica e fa freddo, dall’altro per fare un gesto simbolico. Abbiamo chiesto agli italiani di venire in questa piazza ma anche di appendere coperte ai loro balconi, per mostrare solidarietà e vicinanza a tutto il popolo siriano».

Unicef ricorda che dall’inizio del conflitto ci sono stati 500mila morti in Siria, di cui 50mila minori . «Ad Aleppo è in corso un’evacuazione, chiediamo che avvenga in sicurezza e in protezione – le parole di Iacomini -. Nel 2012 500mila bambini siriani avevano bisogno di aiuto umanitario, oggi nel 2016 sono 8 milioni e mezzo ad averne bisogno, una cifra pari alla Lombardia. Questa è una catastrofe che non ha precedenti, è un genocidio di bambini, ma il mondo è indifferente, ha perso la memoria. Noi saremo gli stalker della volontà popolare: dopo Sarajevo avevamo detto mai più, ora siamo costretti a rinnovare questo appello». Per Iacomini è fondamentale aprire un varco nell’indifferenza: «Oggi la politica è il grande assente: non è qui – ha aggiunto – ,per i politici italiani è più importante discutere del voto. Io non credo che la data delle elezioni sia più importante del giorno in cui finirà la guerra in Siria. Gli italiani hanno risposto all’appello, la politica no».

In piazza a Roma a manifestare con coperta al seguito anche alcuni volti noti dello sport, come Roberto Mancini e Andrea Lo Cicero, entrambi ambasciatori Unicef. «Siamo qui per cercare di fare qualcosa per questo popolo, ma soprattutto per questi bambini», ha sottolineato l’allenatore. «Noi che facciamo parte del mondo dello sport dobbiamo essere l’esempio corretto – ha aggiunto il rugbysta -; da quando sono piccolo mi occupo di giovani. Ho sempre dato parte de l mio tempo ai bambini che non avevano avuto le fortune che ho avuto io. Per questo oggi ho scelto di essere qui».

Unicef ha anche lanciato un numero solidale, il 45566, a cui è possibile donare 2 euro tramite sms.

23 dicembre 2016