Riportare pace e ordine nel Paese. Definire gli accordi per la convocazione di nuove elezioni generali. Trovare consenso sulla composizione del nuovo Tribunale supremo elettorale. Sono gli obiettivi del tavolo di dialogo nazionale che si è installato nel pomeriggio di ieri in Bolivia. A promuoverlo, la Conferenza episcopale boliviana (Ceb), l’Unione europea e l’Onu.

L’annuncio è arrivato a poche ore dall’avvio dei lavori direttamente dalla Conferenza episcopale boliviana, nel corso di una conferenza stampa tenuta dal segretario generale della Ceb Aurelio Pesoa, vescovo ausiliare di La Paz, e da Eugenio Scarpellini, vescovo di El Alto. La nota diffusa durante la conferenza stampa chiarisce che «il dialogo è il modo appropriato per superare le differenze tra i boliviani, per questo invitiamo tutti a rispondere a questo invito. Tenere nuove elezioni, trasparenti e affidabili, è il modo migliore per superare le differenze in modo democratico e pacifico. Chiediamo ai media e agli opinion leader – si legge ancora nel testo – di abbassare il tono delle dichiarazioni pubbliche per facilitare il dialogo e la comprensione tra tutti».

Nella conclusione dei vescovi, l’invocazione a Dio affinché «benedica e aiuti tutti, in particolare i leader politici e sociali, ad adempiere alle proprie responsabilità personali e storiche per la pacificazione del Paese».

19 novembre 2019