Associazione famiglie numerose: «Segnali positivi» nella manovra

Il presidente Caltabiano commenta il disegno di legge di bilancio varato il 22 novembre dal Consiglio dei ministri: «La politica prende coscienza del fenomeno della denatalità»

La politica sta prendendo coscienza – «con grave ritardo» del fenomeno della denatalità «e di quali sono gli effetti che già adesso sta producendo su economia e welfare». L’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn), attraverso la coppia presidente Alfredo e Claudia Caltabiano, “legge” il disegno di legge di bilancio varato il 22 novembre dal Consiglio dei ministri, vedendovi «segnali positivi in tema di politiche familiari. Ci auguriamo che a questi segnali seguano, al più presto, riforme strutturali per far fronte a questa che è l’emergenza delle emergenze».

Nel dettaglio, secondo i Caltabiano «è da leggere come un incentivo alla natalità la decisione dell’esecutivo di aumentare del 50% l’importo dell’assegno unico nel primo anno di vita del figlio. Bene anche gli aumenti annunciati per le famiglie con tre o più figli, anche se attendiamo di leggere il testo, purtroppo a noi non ancora pervenuto, per esprimerci in modo più compiuto sulla proposta». Ancora, nonostante i correttivi annunciati, osservano, il calcolo dell’importo dell’assegno unico «sembrerebbe restare ancora ancorato all’Isee che, lo diciamo da molti anni, si sta rivelando uno strumento iniquo, perché non tiene conto a sufficienza del carico sostenuto dalle famiglie, in particolare quelle con tre o più figli, non a caso a maggior rischio di povertà in Italia». Non solo: «Mentre si annuncia un assegno più sostanzioso, ancora migliaia delle nostre famiglie attendono gli arretrati della maggiorazione dei cento euro (erede della detrazione aggiuntiva che già esisteva dal 2008 e che doveva essere assorbita dall’assegno unico) contemplata nella legge di istituzione dell’assegno unico, ma ancora non erogata, nonostante le rassicurazioni dell’Inps».

Altro punto a favore, la riduzione dell’Iva sui prodotti dell’infanzia. «È una proposta che Anfn porta avanti sin dal 2005 e che è contenuta anche nel documento che abbiamo presentato a tutti i candidati al parlamento nelle elezioni politiche di settembre, raccogliendo consensi in tutti i partiti e movimenti. Nello stesso documento – osservano i presidenti – abbiamo chiesto interventi per le politiche di conciliazione. Di questo troviamo traccia, e dunque valutiamo positivamente, nella proposta del governo di introdurre un ulteriore mese di congedo parentale, facoltativo e da utilizzare fino al sesto mese di vita del figlio». Anche «il riconoscimento del numero dei figli per l’accesso ad Opzione donna introduce il “principio di gradualità” sul numero dei figli, da sempre auspicato da Anfn». La manovra tuttavia, concludono, non apporta alcun beneficio specifico alle mamme “numerose” lavoratrici. Da tempo le famiglie numerose chiedono un «riconoscimento di contributi figurativi per ogni figlio, che andrebbe a mitigare il meccanismo penalizzante di Opzione donna, che calcola la pensione interamente con il sistema contributivo. Ci auguriamo che questo correttivo venga introdotto con la riforma strutturale delle pensioni prevista nel 2023», è l’auspicio dei presidente Anfn.

24 novembre 2022