Associazione internazionale esorcisti: «Ministero di liberazione e speranza, non di paura»

Diffusa la nota dell’Aie che richiama i principi fondamentali dell’esorcismo. L’esorcista, chiamato a «fasciare le ferite» di chi subisce l’azione straordinaria del Maligno

«Segno della misericordia di Cristo» e «opera di liberazione e consolazione per chi soffre». L’Associazione internazionale esorcisti (Aie) definisce con queste parole il ministero dell’esorcismo, in una nota diffusa ieri, 6 gennaio. L’esorcista, sottolineano ispirandosi alla parabola del buon Samaritano, è chiamato a «fasciare le ferite» di chi subisce l’azione straordinaria del Maligno, portando la consolazione del Vangelo. «Questo ministero – si legge nel documento – richiede formazione, discernimento e il mandato dell’Ordinario, rifuggendo ogni forma di protagonismo o improvvisazione».

Proprio per questo, l’Aie mette in guardia contro l’uso improprio di oggetti sacri e pratiche superstiziose, ricordando che «la liberazione si ottiene attraverso la fede, la preghiera e la vita sacramentale». L’esorcista deve agire come «ministro di Gesù Cristo», avendo fiducia nella grazia divina e respingendo la paura, che «è un’arma del demonio». Quindi l’invito ai fedeli a riscoprire la speranza che nasce dal cammino cristiano e dalla potenza del Cristo Risorto.

Il discernimento, si legge ancora nella nota dell’Associazione, «deve essere rigoroso e basato sulla fede cattolica». Si richiamano quindi i principi fondamentali del ministero dell’esorcismo. «È deplorevole che alcuni utilizzino criteri estranei alla fede, come pratiche esoteriche o superstiziose», sottolineano dall’Aie, evidenziando il rischio di generare confusione tra i fedeli. «Solo chi è adeguatamente formato e agisce su autorizzazione della Chiesa può discernere e affrontare l’azione straordinaria del Maligno», rimarcano, condannando improvvisazione e assenza di mandato episcopale».

Tra le pratiche scorrette, l’Aie cita l’uso di sensitivi e carismatici per «diagnosticare» presunte possessioni o malefici. «L’esorcista – prosegue la nota – è un ministro di Cristo e deve guidare i fedeli verso la pace che viene da Dio, rifuggendo atteggiamenti che alimentano la paura». Di qui l’invito alla prudenza e alla preparazione spirituale. L’esorcismo, chiariscono dall’associazione, «è un ministero di liberazione e speranza, non di paura. Chi chiede l’esorcismo è il più povero dei poveri, bisognoso di aiuto e consolazione», proseguono, ribadendo la centralità della misericordia cristiana.

Da ultimo, l’Associazione mette in guardia contro la «fobia dei malefici», ricordando che concentrarsi su presunti responsabili può causare sospetti e odio. «È fondamentale insegnare che Dio non abbandona mai chi è nella prova e che ogni sofferenza può essere offerta a Lui per trasformare il male in bene», scrivono nella nota, richiamando infine alla fiducia nella grazia di Dio e alla necessità di evitare atteggiamenti che fomentino sensazionalismo o superstizione. «Il ministero dell’esorcista è segno della potenza del Cristo Risorto, che illumina le tenebre più profonde», sottolineano.

7 gennaio 2025