Atac, gli autisti protestano chiedendo più sicurezza

Se le richieste non verranno accolte minacciano di bloccare la città, già da lunedì 6 ottobre, camminando a 15 chilometri orari: «Dal Campidoglio non abbiamo ricevuto risposte»

Arriva fino alle scale del Campidoglio la protesta dei conducenti dell’Atac che, giovedì 2 ottobre, hanno raggiunto il Comune di Roma per chiedere più sicurezza e cabine blindate. A capeggiare la protesta, Micaela Quintavalle, autista e presidente del sindacato Cambia-Menti M410: «Dal Campidoglio non abbiamo ricevuto risposte – ribadisce poi a fine manifestazione -, nessuno ci ha ricevuti questa mattina. Quindi, da lunedì bloccheremo la città con una sorta di sciopero bianco: gli autobus percorreranno la città a 15 all’ora e chi sta male resterà a casa. La nostra protesta proseguirà fino a quando le nostre richieste non saranno accolte».

La protesta è esplosa dopo i recenti episodi di violenza perpetrati nei confronti di due donne conducenti di bus a Corcolle, periferia Est della città. È successo il 20 e il 21 settembre. Sono state aggredite con lanci di sassi e bottiglie da alcuni immigrati che vivono nel quartiere o forse provenienti dal vicino centro per rifugiati. Successivamente alcuni extracomunitari sono stati aggrediti dagli abitanti della zona provocando l’intervento delle forze di polizia che hanno anche bloccato le ronde di cittadini contro gli immigrati.

«Vogliono far passare la falsità – ha dichiarato la sindacalista Quintavalle – che se veniamo aggrediti è perché gli autisti non si fermano alle fermate o perché c’è un problema di immigrazione, quando questa è assolutamente un’altra tematica, dal momento che siamo aggrediti tanto da persone straniere che da italiani». E infine, rivendicano, «soprattutto, siamo qui per urlare che l’abolizione dell’articolo 18 è scandalosa. I politici ci vogliono convincere che abolirlo non comporterà nulla per i lavoratori meritevoli, ma in realtà vogliono solo creare degli schiavi: dopo sì, anche sì signore».

 

3 ottobre 2014