Patriarca Twal, appello dalla terra della «famiglia di Nazareth»

La testimonianza alla plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee e l’appello a farsi corresponsabili della comunità cristiana in Terra Santa: «L’influenza dell’Europa va oltre i confini geografici»

«Rivolgo un appello pressante a tutti i presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, a tutte le autorità civili e religiose, di farsi con noi corresponsabili della comunità cristiana in Terra Santa, e per conseguenza di salvare e tutelare la famiglia». A lanciarlo, il Patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, che ha portato la sua testimonianza alla plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, a Roma fino al 4 ottobre. Davanti ai rappresentanti di quasi 40 assemblee provenienti da Paesi del vecchio continente e a diversi ospiti arrivati anche da oltre i confini dell’Europa, alla vigilia del Sinodo straordinario dedicato alla famiglia, Twal ha segnalato come la situazione di conflitto che attraversa il Medio Oriente influisca negativamente anche sulle famiglie che ci vivono.

Disgregazione, dispersione, separazione, odio: queste le ferite causate dalle tensioni e dalle crisi che scuotono i nuclei familiari mettendo in pericolo il modello tradizionale di famiglia proprio nella terra dove ha vissuto la «famiglia di Nazareth», ha sottolineato il vescovo, richiamando alla responsabilità comune verso il futuro della comunità cristiana in Medio Oriente. Il presule ha richiamato la «sfida dell’educazione delle nuove generazioni», ma anche il problema del «confronto con la mentalità musulmana» e «il risvegliarsi del fanatismo religioso». Alla fine, l’invito all’Europa a farsi carico del futuro di questa regione, perché «l’influenza dell’Europa e la responsabilità dei suoi dirigenti politici va oltre i suoi confini geografici».

3 ottobre 2014