Attacco a Parigi, la condanna del Papa

Dopo l’attentato contro la redazione del giornale Charlie Hebdo, Francesco esorta ad «opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale». Reazioni dalla comunità internazionale. Un minuto di silenzio a Bruxelles

Da una parte la condanna per «l’orribile attentato» che ieri, mercoledì 7 gennaio, ha funestato la città di Parigi «seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace, ben oltre i confini della Francia»; dall’altra la preghiera come strumento per partecipare alla sofferenza dei feriti e delle famiglie dei defunti. La reazione di Papa Francesco all’attacco terroristico che ha colpito la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, uccidendo 12 persone e ferendone diverse altre – alcune in modo grave -, è arrivata nella serata di ieri, attraverso una nota diffusa dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi. Alle vittime poi il pontefice ha dedicato la celebrazione della Messa del giorno, questa mattina, giovedì 8 gennaio, a Santa Marta. «L’attentato di ieri a Parigi – ha detto all’inizio della liturgia – ci fa pensare a tanta crudeltà, crudeltà umana; a tanto terrorismo, sia al terrorismo isolato, sia al terrorismo di Stato. Ma la crudeltà della quale è capace l’uomo! Preghiamo, in questa Messa, per le vittime di questa crudeltà. Tante! E chiediamo anche per i crudeli, perché il Signore cambi il loro cuore».

Già ieri, riferiva la Sala Stampa, il Papa esortava tutti «ad opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, di religione e di cultura». Qualunque sia la motivazione addotta, «la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile, la vita e la dignità di tutti vanno garantite e tutelate con decisione, ogni istigazione all’odio va rifiutata, il rispetto dell’altro va coltivato». Il Papa, si legge ancora nella nota, «esprime la sua vicinanza, la sua solidarietà spirituale e il suo sostegno per tutti coloro che, secondo le loro diverse responsabilità, continuano ad impegnarsi con costanza per la pace, la giustizia e il diritto, per guarire in profondità le sorgenti e le cause dell’odio, in questo momento doloroso e drammatico, in Francia e in ogni parte del mondo segnata da tensioni e violenze».

Anche l’amministrazione di Roma Capitale ha voluto affidare a un telegramma rivolto alla rappresentante di Parigi in Italia la «profonda vicinanza della città» alla Capitale francese. «Oggi – scrivono il sindaco Ignazio Marino e la presidente della Commissione consiliare Relazioni internazionali e turismo Valentina Grippo – tutto il mondo si sente francese e parigino, e noi romani ancor di più, visto che Roma e Parigi sono tra loro gemellate. Siamo sicuri che la Francia, culla della civiltà e della libertà, saprà trovare insieme all’Europa la forza per reagire a questo vile atto».

Le reazioni rimbalzano, di ora in ora, da comunità a comunità, da Paese a Paese. «È un giorno nero per la libertà d’espressione e per chi coltiva una forte e vibrante cultura dell’informazione», dichiara il direttore di Amnesty International Francia, Stephan Oberreit, stigmatizzando la «terribile tragedia umana». Di «choc» si parla, senza mezzi termini, in una nota della Federazione internazionale dei giornalisti, che punta il dito sull’attacco «senza precedenti» contro un media. Il presidente Jim Boumelha, chiede «che tale crimine non resti impunito e che giustizia sia resa alle vittime». Il giornale satirico, gli fa eco Anthony Bellanger, segretario generale aggiunto della Federazione, « è un simbolo della libertà di espressione in Francia. Attaccare una redazione e uccidere dei giornalisti significa attaccare non solo la professione nel suo insieme ma anche la stessa democrazia».

Sulla stessa linea, nei confini italiani, anche la Federazione nazionale della stampa, che insieme ad Articolo 21 e ad altre sigle che si stanno via via aggiungendo, organizza per oggi pomeriggio, giovedì 8 gennaio, una fiaccolata di solidarietà contro «il vile atto terroristico nei confronti dei colleghi francesi di Charlie Hebdo e dei poliziotti massacrati». L’appuntamento è alle 18 nei pressi dell’Ambasciata di Francia (angolo via dei Baullari).

Intanto questa mattina a Bruxelles, alle 10.45, nell’Agora Simone Veil, la piazza antistante la sede dell’Europarlamento, viene osservato un minuto di silenzio. Sono stati invitati dal presidente, Martin Schulz, tutti gli eurodeputati e anche altri responsabili hanno annunciato la loro presenza. «L’Unione europea è accanto alla Francia», dichiara il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dando voce alle istituzioni comuni. Quello contro Charlie Hebdo «è un attacco ai nostri valori fondamentali, contro la libertà d’espressione, pilastro della nostra democrazia». Anche Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, esprime solidarietà alle famiglie delle vittime e all’intera Francia. «La libertà di stampa – dichiara – è un diritto fondamentale e noi non lasceremo che questi attacchi indeboliscano i nostri valori». E rassicura: «La lotta al terrorismo, sotto tutte le forme, è regolarmente al centro dei lavori delle riunioni dei ministri degli esteri Ue». Prossimo appuntamento in calendario, il 19 gennaio.

8 gennaio 2015