Baturi: l’8xmille, «scelta dal valore enorme»
Il segretario generale della Cei mette l’accento sulle ricadute della firma per il bene comune, in termini di solidarietà e democrazia. Otto storie nella campagna di comunicazione della Cei
«Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica ha un valore enorme in termini di solidarietà e democrazia. Con le risorse a disposizione si va incontro ai bisogni degli ultimi, di chi non ha un tetto o un lavoro, di chi è vittima della tratta, di chi si ritrova in condizioni di disagio, dei bambini, di chi deve curarsi, di chi sfugge da guerre, catastrofi naturali ed emergenze». Lo sottolinea il segretario generale della Cei, il vescovo Giuseppe Baturi, parlando della scelta dell’8xmille, mentre sono ormai in pieno svolgimento gli adempimenti fiscali dei contribuenti che includono anche questa significativa opportunità.
«Concretamente, con l’8xmille – aggiunge il presule – si riesce a restituire dignità a un’umanità spesso ai margini e sofferente e a dare supporto ai sacerdoti sul territorio e al di là dei confini nazionali. La firma è un gesto semplice, che non costa nulla, ma ha ricadute importantissime per la comunità, per il welfare, per il bene comune». In un tempo di divisioni e contrapposizioni crescenti, «è urgente riscoprire l’importanza di valori come il bene comune, la solidarietà, la partecipazione – afferma Baturi -. Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica fa la differenza, spesso anche tra il vivere e il morire, per migliaia di persone. Non è retorica, ma realtà. Io stesso ho avuto modo di constatarlo in diverse occasioni, ad esempio in Siria e in Libano, dove i poveri
ora possono curarsi e nutrirsi, in situazioni in cui altrimenti sarebbe stato impossibile. Tutti, sia chi presenta il 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche, ma anche i pensionati e chi non è obbligato a presentare la dichiarazione, possono contribuire – senza costi, perché l’8xmille non è una tassa in più – a mettere in circolo amore, bellezza e speranza. E questo fa bene a chi di queste risorse ne usufruisce, alla Chiesa, allo Stato e al suo welfare, alla società, a ciascuno».
Intanto, continua la nuova campagna di comunicazione della Cei sull’8xmille, che racconta l’impegno quotidiano della Chiesa cattolica accanto ai più fragili. Poliambulatori che erogano cure gratuite, dormitori, mense, doposcuola, stanziamenti per calamità naturali, guerre ed emergenze umanitarie nel mondo sono solo alcuni esempi della rete capillare di solidarietà che non lascia indietro nessuno.
Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990 ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. L’edizione 2025 della campagna Cei si concentra su otto storie di speranza e rinascita. Pianificata su tv e web con otto soggetti, la campagna si sviluppa anche su stampa, affissione, radio, display e video strategy. Vi partecipa anche la nostra testata online Romasette.it, come tutti i periodici diocesani aderenti alla Federazione italiana settimanali cattolici. Sito di riferimento è www.8xmille.it con le storie al centro della campagna, e un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille, a livello nazionale e diocesano, nel segno della trasparenza.
27 maggio 2025

