Brexit: concluso il sesto ciclo di negoziati

Tre “linee rosse” indicate da Johnson. Barnier (Ue): su alcuni punti «il Regno Unito non mostra volontà di sbloccare la situazione. Il lavoro continua»

Concluso ieri, 23 luglio, alla Europe House di Londra il sesto ciclo di negoziati per il Brexit. Magro il bilancio, ha riferito il negoziatore Ue Michel Barnier. C’erano tre “linee rosse” indicate da Johnson: nessun ruolo per la Corte di giustizia europea nel Regno Unito; il diritto di determinare le future leggi del Regno Unito senza vincoli; un accordo sulla pesca che dimostri che la Brexit fa davvero la differenza (e i pescherecci Ue non entrino quasi nelle acque britanniche) e su questo si è lavorato per capire come farle entrare «in una nuova partnership globale».

Su questi punti, ha commentato Barnier, «il Regno Unito non ha mostrato lo stesso livello di impegno e prontezza nel trovare soluzioni che rispettino i principi e gli interessi fondamentali dell’Ue». Non sono mancate comunque «utili discussioni» su altre questioni legate a beni e servizi, anche se su «trasporti ed energia il Regno Unito ha continuato a chiedere vantaggi simili al mercato unico»”. E soprattutto mancano progressi su «due temi essenziali del nostro partenariato economico: il “level plain field” per garantire una concorrenza aperta ed equa e poi il nodo della pesca. Di nuovo questa settimana, il Regno Unito non ha mostrato la volontà di sbloccare la situazione».

L’uscita del Regno Unito dal mercato unico e dall’unione doganale il 1° gennaio 2021 è sempre più vicina: l’Ue si sta preparando ma «se non raggiungiamo un accordo sul nostro futuro partenariato, ci saranno molti più attriti», ancora le parole di Barnier, che tonerà a Londra la prossima settimana a preparare un nuovo round, previsto a metà agosto. «Continuo a credere che il primo ministro Boris Johnson e il governo del Regno Unito vogliano trovare un accordo con l’Ue. Il lavoro continua. La nostra determinazione rimane invariata»

24 luglio 2020