Caritas italiana: in Siria, «taccia il frastuono delle armi»

L’organismo pastorale si unisce all’appello del Papa, proseguendo il suo impegno accanto alla popolazione locale con la campagna “Emergenza Siria”

Domenica scorsa, 23 febbraio, era arrivato dal Papa un forte appello agli attori sul campo nel conflitto siriano e alla comunità internazionale «perché taccia il frastuono delle armi e si ascolti il pianto dei piccoli e degli indifesi». A raccogliere questo appello, tra gli altri, anche Caritas italiana, che si unisce all’invocazione di Francesco, continuando il suo impegno quotidiano accanto alla popolazione locale attraverso la campagna “Emergenza Siria. Amata e martoriata”, come più volte l’ha definita proprio il pontefice.

Caritas Italiana, da anni impegnata nel Paese in aiuto alla popolazione, chiede che cessino immediatamente le ostilità e si garantisca protezione e assistenza alla popolazione civile. Le violenze, infatti, stanno ulteriormente aggravando la crisi umanitaria, con 900mila nuovi sfollati che da dicembre 2019 hanno lasciato le proprie case in cerca di rifugio. Centinaia le vittime registrate da gennaio – tra cui molte donne e bambini -, che si aggiungono alle oltre 500mila provocate dai 9 anni di guerra che hanno devastato il paese.

Per stare vicino alla popolazione civile Caritas italiana rilancia la campagna “Emergenza Siria. Amata e martoriata“, in sinergia con alcuni media cattolici (TV2000, Avvenire e Radio InBlu) e con Banca Etica, che da sempre rifiuta di fare profitti con il business delle armi. Online sul sito di Caritas italiana le modalità per contribuire alla campagna.

28 febbraio 2020