Centro Italia, la terra continua a tremare

La scossa del 30 ottobre è stata la più forte degli ultimi 30 anni. Paesi distrutti, crollata la cattedrale di San Benedetto a Norcia

La scossa del 30 ottobre è stata la più forte degli ultimi 30 anni. Paesi distrutti, crollata la cattedrale di San Benedetto a Norcia

Domenica 30 ottobre 2016, ore 7.41: la terra torna a tremare nel Centro Italia. Una scossa violentissima di magnitudo 6.5 è stata registrata in Umbria e Marche, ad una profondità di 10 chilometri, con epicentro nei comuni di Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. La paura però dilaga in gran parte dello stivale. Da Bolzano a Bari, da Firenze a Napoli, la scossa è stata nettamente avvertita dalla popolazione con scene di panico anche a Roma.

Umbria, Abruzzo, Lazio, Marche, le
regioni più colpite con comuni messi già in ginocchio dal sisma del 24 agosto e del 26 ottobre e ridotti oggi a luoghi fantasma. Quest’ultimo terremoto è stato il peggiore dell’ultimo trentennio: per gli esperti è pari a quello che rase al suolo l’Irpinia il 23 novembre 1980 provocando 2.914 morti, 8.848 feriti e 280mila sfollati. Alla prima violenta scossa ne sono seguite numerose altre, tutte di magnitudo superiore ai 4 gradi.

Questa volta, fortunatamente, non
si registrano vittime ma sono migliaia gli sfollati che combattono anche con il freddo. Per il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, le persone bisognose di assistenza potrebbero essere 100 mila. Nel tardo pomeriggio di domenica il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha confermato che ci sono stati 20 feriti di cui alcuni in codice giallo.

Incalcolabili i danni: ormai inesistenti
paesi interi come Accumoli, Arquata del Tronto e Amatrice, già duramente colpiti il 24 agosto. Durante l’Angelus Papa Francesco ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma. «Anche questa mattina c’è stata una forte scossa – ha detto il Pontefice -. Prego per i feriti e per le famiglie che hanno subito maggiori danni, come pure per il personale impegnato nei soccorsi e nell’assistenza. Il Signore Risorto dia loro forza e la Madonna li custodisca». A Norcia distrutte quasi tutte le chiese.

«La situazione è disastrosa – ha affermato
l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, in un’intervista al Tg2000 -. La gente è fuori casa sia per la paura sia per i danni alle abitazioni. Le chiese sono distrutte completamente: la cattedrale di Santa Maria è crollata per tre quarti, la Basilica di San Benedetto è crollata completamente, la chiesa della Madonna Addolorata, santuario molto caro alla gente, è completamente distrutto così come la chiesa di Santa Rita. Ci sono macerie a livello umano – ha aggiunto – con la gente stressata che è nel terrore e vive perseguitata dalla paura, e anche a livello materiale con case e chiese completamente distrutte. Durante la scossa – ha raccontato il vescovo – ero a casa e in quei momenti sperimenti l’impotenza totale, non sai che cosa fare. Senti la terra tremare sotto i piedi e si sperimenta l’impotenza e la fragilità».

Crollata anche la chiesa di Santa Maria dell’Assunta a Castelluccio di Norcia. Chiuse le chiese a Rieti e gravemente lesionata quella di Porta Cartara ad Ascoli Piceno dove i vigili del fuoco sono al lavoro per mettere in sicurezza il campanile della chiesa di Sant’Angelo Magno gravemente lesionato e a rischio crollo. «Abbiamo messo a disposizione degli sfollati la nostra aula sinodale a Macerata, era l’unica sala antisismica che avevamo in diocesi – ha dichiarato il vescovo di Macerata -Tolentino, monsignor Nazzareno Marconi, al telegiornale di Tv2000 -. L’aula del sinodo è costruita con una copertura in legno come il Palazzetto dello Sport. Abbiamo preferito ospitare le persone lì piuttosto che riservarla alle celebrazioni. Dobbiamo prima di tutto dare coraggio e serenità alle persone. Considerato il bel tempo possiamo celebrare le Messe anche all’aperto. Al momento la cosa peggiore è che sta crescendo notevolmente il numero degli sfollati: non è facile stare dentro un’abitazione piena di lesioni, molta gente infatti ha preferito dormire fuori. Ho celebrato una Messa qui in piazza a Macerata – ha sottolineato il vescovo -. Nel territorio diocesano in particolare i danni più grossi sono a Tolentino dove tutte le chiese sono seriamente danneggiate e anche molti appartamenti. Le chiese sono gli edifici più colpiti perchè sono le strutture più alte e antiche. In passato si è lavorato per cercare di metterle in sicurezza e i risultati ci sono stati perchè non abbiamo avuto grandi crolli. Ma certamente in una chiesa con un soffitto a 25 metri di altezza la caduta di un pezzo di stucco è molto pericolosa».

Una profonda fessura si è aperta
anche nel colle di Recanati che ispirò l’idillio più famoso di Giacomo Leopardi: l’Infinito. A Roma cornicioni crollati e crepe nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, calcinacci caduti nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, controlli in tutte le principali basiliche. Ingenti danni anche sul fronte infrastrutturale che rendono difficoltosi i collegamenti in modo particolare con Norcia e le altre zone dell’epicentro: la strada statale Valnerina presenta fratture che tagliano in due la carreggiata, a ridosso di Norcia. Parzialmente interrotta la Salaria per 40 chilometri, inagibile la strada che collega Visso a Norcia. Chiusa la statale delle Tre Valli. Per evitare inutili ingorghi e non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso, le forze dell’ordine e la protezione civile invitano a non recarsi nelle zone colpite dal sisma. Gli esperti dell’Istituto di geologia ambientale e geo ingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche non sono in grado «di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare», né possono «in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi».

La Regione Lazio con una nota fa
sapere che circa 100 volontari della Protezione civile regionale sono al lavoro tra Amatrice, Accumoli e negli altri comuni colpiti dalla nuova scossa. Sono stati offerti circa 1000 pasti nelle 3 cucine dei punti di assistenza di Torrita, Amatrice e Sommati. 52 persone assistite nei tendoni mensa ancora allestiti ad Amatrice, 45 cittadini di Amatrice sono già partiti e hanno deciso di trasferirsi nelle strutture ricettive sulla costa, mentre 40 persone saranno ospitate nei moduli abitativi provvisori all’Aquila. Le tendopoli non verranno riposizionate. A Leonessa saranno ospitate oltre 200 persone nel Palazzetto dello Sport con coperte e brandine fornite dalla Protezione civile della Regione Lazio e analoghe iniziative saranno adottate in tutti i Comuni colpiti dal sisma di ieri mattina. Sono stati inviati inoltre due generatori da 50 chilowatt più 6 generatori tra i 10 e i 20 chilowatt, una tensostruttura ad Antrodoco come riferimento per la Protezione civile e una tenda a Castel Sant’Angelo per fornire assistenza alla popolazione del posto.

Il ministro dell’Interno, Angelino
Alfano, ha sottolineato che ieri mattina, 30 ottobre, «sono stati inviate, nei posti colpiti dal terremoto, 120 unità tra polizia e carabinieri, che si sono aggiunte a quelle già presenti in quei territori e altri 200 militari si stanno aggiungendo ai 220 operativi nelle zone rosse sin dal 24 agosto scorso. Sul fronte dei soccorsi abbiamo 1.313 vigili del fuoco in campo, dei quali 323 hanno raggiunto proprio in queste ore i luoghi colpiti, e 533 mezzi».

 

31 ottobre 2016