Colombia: sale il bilancio delle vittime della frana nella regione occidentale

39 i morti accertati. La Messa sul luogo della tragedia e la dichiarazione dello stato di calamità naturale nel dipartimento. Il cordoglio del pontefice

Salito a 39 morti il bilancio della frana che venerdì scorso, 12 gennaio, è caduta nella parte occidentale della Colombia, sulla strada che collega la città di Quibdó, capoluogo del dipartimento del Chocó, a Medellín. L’amministrazione locale ha annunciato infatti lunedì 15 gennaio il recupero di altri 3 corpi rimasti sepolti sotto la frana, che ha investito in tutto circa 60 persone. Ma la conta delle vittime potrebbe salire ancora.

Immediatamente in visita nella zona dell’emergenza il presidente della Repubblica Gustavo Petro, che già domenica 14 gennaio ha annunciato la dichiarazione dello stato di calamità naturale in tutto il dipartimento, per far fronte alle necessità del Chocó. Una delle prime misure del governo nazionale è lo stanziamento di 500.000 milioni di pesos per terminare la costruzione della strada e per realizzare opere di contenimento dei pendii.

Anche Papa Francesco ha espresso il suo cordoglio per quanto accaduto, in un telegramma, in spagnolo, inviato lunedì 15 gennaio dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin all’amministratore apostolico di Quibdó monsignor Mario de Jesús Álvarez Gómez, che ha celebrato la Messa sul luogo del disastro naturale. «Oltre alle famiglie e agli amici delle vittime, hanno partecipato all’evento tutte le autorità presenti, incaricate della ricerca e del salvataggio dei corpi non ancora ritrovati», si legge nei profili social della diocesi.

Ai media locali uno dei sacerdoti della diocesi, padre Jesús Albeiro Parra Solís, ha spiegato che la popolazione è indignata perché quella avvenuta la scorsa settimana è solo «l’ennesima tragedia» in quella che è chiamata «la strada della morte». La comunità oltretutto, ha riferito, aveva avvertito che i lavori di manutenzione «non erano stati eseguiti in modo corretto dal punto di vista tecnico, si stava lasciando molto terreno smosso e potevamo prevederlo».

17 gennaio 2023