Con la Carmen al via l’anno della Filarmonica romana

Sul palco ci sarà l’Orchestra di Piazza Vittorio: una nuova interpretazione dalle contaminazioni stilistiche più diverse

Sul palco ci sarà l’Orchestra di Piazza Vittorio: una nuova interpretazione dalle contaminazioni stilistiche più diverse

Ad inaugurare la stagione numero 195 dell’Accademia Filarmonica romana, una travolgente Carmen nella versione dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Dal 22 ottobre e fino all’8 novembre, sul palco del Teatro Olimpico l’opera di Georges Bizet si presenta in un allestimento originale e trascinante, com’è nella cifra dell’ensemble fondato nel 2002 dal tastierista degli Avion Travel, Mario Tronco. Partendo dalla drammaturgia classica, la nuova interpretazione assume contaminazioni stilistiche le più diverse: dalla salsa al flamenco, dalla tecno alla lirica, dal blues al tango mescolate alle sonorità arabe, indiane, africane e al reggae della cantante pugliese Mama Marjas nei panni della protagonista.

«La Carmen è un opéra-comique, ispirata dalla musica popolare gitana – racconta Tronco, anche regista dell’opera -. Il nostro lavoro tende ad esaltare le zone della partitura di forte ispirazione popolare. Con Leandro Piccioni cerchiamo di mettere a nudo la composizione, renderla il più semplice possibile per capire dove si trova il centro dell’emozione». Nel cartellone della Filarmonica c’è però anche altro, inseguendo – come ormai da tempo – uno spazio tutto suo, non omologato, nel panorama dell’offerta musicale a Roma. «Coltivare questa specifica identità – spiega il direttore artistico, Matteo D’Amico -, e favorire la nascita di nuovi progetti dove i linguaggi s’incrocino e si fecondino a vicenda, resta una delle principali linee guida della Filarmonica».

Oltre trenta gli appuntamenti, fra musica, danza e teatro, con originali incontri, commistioni di genere e alcune novità. Il Teatro Olimpico accoglierà soprattutto la danza, l’opera e alcuni concerti speciali, come quello di Evelyn Glennie, il 5 maggio 2016, percussionista scozzese che ha saputo reagire al danno all’udito divenendo nel tempo un’artista completa, stimata da Björk e Sting con cui collabora regolarmente e che a Roma eseguirà in prima assoluta un lavoro scritto per lei da Francesco Antonioni. Da ricordare anche un appuntamento che lega la fede alla musica: ancora una volta l’Orchestra di Piazza Vittorio, in prima esecuzione italiana il 17 dicembre, si cimenterà nel “Credo”, oratorio interreligioso su libretto del sacerdote e poeta portoghese José Tolentino Mendonça. La Sala Casella, accoglierà il “Cerchio della Musica”, un ciclo di appuntamenti in cui si potrà entrare in contatto con interpreti, compositori e artisti, impegnati a stringere con il pubblico un rapporto più diretto mentre la musica da camera e i grandi solisti saranno di scena al Teatro Argentina.

Qui si inizia il 21 gennaio con il concerto barocco “Stravaganze armoniche”. Il 4 febbraio sarà la volta del “Quartetto Prometeo in Mozart. La notte delle Dissonanze”, con Sandro Cappelletto (che della Filarmonica è stato anche direttore artistico, dal 2010 al 2013) ad esplorare gli aneddoti compositivi del genio mozartiano. Federico Tiezzi e Sandro Lombardi propongono, il 18 febbraio, un concerto «incentrato – raccontano dalla Filarmonica – sul filo conduttore che dal pervasivo incanto per la città di Roma porta Pasolini a trasferire i suoi temi più amati nella splendida metafora spagnola desunta da “La vita è sogno” di Pedro Calderón de la Barca». Il titolo della serata – Pasolini: Roma/Spagna (verso Calderón) – fa riferimento al testo di Carlo Emilio Gadda “Milano, Spagna”.

Mischa Maisky e la figlia Lily, il 25 febbraio, saliranno sul palcoscenico con il più classico dei programmi violoncellistici con pagine di Bach, Schubert, Schumann e Brahms. La voce di Cristina Zavalloni sarà all’Argentina il 3 marzo con il pianista Andrea Rebaudengo, in una serata in compagnia di Francis Poulenc, con un programma che contempla la versione pianistica di “La voix humaine”, opera/monologo su testo di Jean Cocteau. Il 10 marzo la serata è dedicata al repertorio sacro di Pergolesi e il 17 marzo a Schumann. Infine, il 7 aprile, Alessandro Quarta e Concerto Romano chiuderanno con una rarità del Seicento, l’oratorio “San Giovanni Battista” di Alessandro Stradella.

 

23 ottobre 2015