Consegnate al Papa le ostie dei detenuti

Il 9 aprile sono stati ricevuti 3 dei 4 carcerati di Opera impegnati nella produzione. Più di 12mila particole nelle mani di Francesco

Il 9 aprile sono stati ricevuti 3 dei 4 carcerati di Opera (Mi) che hanno partecipato alla produzione. Più di 12mila particole nelle mani di Francesco 

«Abbiamo donato al Santo Padre il frutto del nostro lavoro e della nostra redenzione. Gesù presente con il suo corpo nell’Eucaristia, ci ha cambiato il cuore, e oggi possiamo testimoniare a tutti che la Misericordia di Dio è possibile per tutti». A dirlo è Ciro, condannato per ergastolo. Sta scontando la sua pena nel carcere di Opera (Milano). Proprio qui, con altri tre detenuti, Ciro è stato protagonista del progetto “Il senso del pane” promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti” che, nel carcere più grande d’Italia ha allestito un laboratorio per la produzione di ostie.

Sabato scorso, 9 aprile, Papa Francesco ha ricevuto i quattro detenuti e i responsabili del progetto che gli hanno fatto dono di 12mila ostie prodotte nel loro laboratorio. Il pontefice ha promesso di consacrarle in una delle prossime Messe da lui celebrate. Sono stati ricevuti da Francesco anche il capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del carcere, Amerigo Fusco; Arnoldo Mosca Mondadori ed Emanuele Vai, della Casa dello Spirito e delle Arti, e Marcella Reni, presidente di “Prison Fellowship Italia Onlus” che, attraverso il progetto “Sicomoro”, segue i detenuti nel loro percorso di introspezione e presa di coscienza.

Alla consegna delle ostie, il
Santo Padre ha voluto scrivere di suo pugno una frase, che ha lasciato in dono ai detenuti, salutando loro e tutte le persone che lavorano nel carcere di Opera, assicurando a tutti la sua benedizione e chiedendo di pregare per il suo ministero. Avviato cinque mesi fa, “Il senso del pane” ha raggiunto oltre 200 parrocchie, in Italia e nel mondo: le ostie vengono donate gratuitamente a chi ne fa richiesta, mandando una mail all’indirizzo ilsensodelpane@gmail.com.

Attualmente, le particole sono state inviate in tutti e cinque i continenti e in alcuni scenari di guerra o in Paesi che vivono realtà difficili, come Nicaragua, Kurdistan iracheno, Libano, Gerusalemme, Cuba, Sri Lanka.

11 aprile 2016