Coronavirus, firmato nella notte il nuovo dpcm

Nel provvedimento norme valide per tutto il territorio nazionale ma anche disposizioni che variano a livello regionale, a seconda delle fasce di rischio

La firma è arrivata nella notte di ieri, martedì 3 novembre: il nuovo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (dpcm) è in Gazzetta ufficiale da oggi, mercoledì 4, giorno in cui si attende anche la conferenza stampa del premier. Presenti norme valide per tutto il territorio nazionale ma anche disposizioni che variano a livello regionale, a seconda delle fasce di rischio contagio. Dal 5 novembre al 3 dicembre infatti l’Italia torna a essere divisa in tre: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e verdi (più sicure). Con regole e divieti diversi, stabiliti in base ai 21 parametri elencati nel testo. Parrucchieri e barbieri – è l’ultima novità – restano aperti anche nelle aree rosse, a differenza di quanto previsto nella bozza circolata nel pomeriggio.

Tra le norme valide a livello nazionale c’è anzitutto la limitazione della circolazione delle persone oltre le 22 e il ritorno dell’autocertificazioni per chi avrà necessità di uscire oltre il limite del “coprifuoco”. Prevista anche la chiusura di musei e mostre e il ritorno della didattica a distanza al 100% per le scuole superiori; le attività restano in presenza per scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia ma con uso obbligatorio delle mascherine, salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni. Ancora, chiuse, nelle giornate festive e prefestive, le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione di farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Confermata la chiusura alle 18 per bar e ristoranti, seppure con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica. Chiusi anche i corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie. Sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, «a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica».

Per quello che riguarda il nodo dei trasporti, il dpcm fissa al 50% il coefficiente di riempimento massimo sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale. In ogni caso, resta la «forte raccomandazione» a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute.

Si attende per la giornata di oggi la classificazione delle regioni in base agli scenari di rischio. Al momento, nella zona rossa dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta e probabilmente la Campania. Zona arancione in Puglia, Sicilia, Liguria e forse Veneto. Tutte le altre regioni sono considerate zone verdi. Il dpcm affida al ministro della Salute Roberto Speranza la responsabilità di stabilire «ulteriori misure di contenimento del contagio» nelle aree dove il contagio è più alto e le strutture sanitarie sono in sofferenza, sulla base di un documento scientifico condiviso con la Conferenza delle Regioni. Regole meno rigide, dunque, nelle zone verdi – quelle stabilite a livello nazionale -, che si inaspriscono già in quelle arancioni. Qui bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre mentre non sono interessati da chiusura parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono le regole delle zone verdi. Nelle regioni ad alto rischio invece è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, e perfino gli spostamenti all’interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. A scuola, didattica a distanza già dalla seconda media. Chiusi bar, pasticcerie, ristoranti e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Consentita solo la ristorazione con asporto e la consegna a domicilio, fino alle 22. Aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, così come le industrie. Aperti anche, come già avvenuto nel marco scoro, i servizi essenziali come farmacie e supermercati.

I provvedimenti saranno valutati su base settimanale e avranno la durata minima di 15 giorni: vale a dire, se una Regione entra in zona rossa, vi rimarrà per almeno due settimane.

4 novembre 2020