Coronavirus, Mattarella: «Questo è il tempo della ripresa»

Il presidente della Repubblica a Brescia: «Confrontarsi costruttivamente è diverso che agitare le proprie idee come motivi di contrapposizione insuperabile»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha affermato con forza ieri, 18 maggio, intervenendo a Brescia, prima all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli studi poi al Capitolium di Brixia-Parco archeologico di Brescia Romana: «Questo è il tempo del rilancio». La città e la provincia di Brescia, ha ricordato, sono state «pesantemente colpite dalla pandemia» di coronavirus. «La vicinanza di tutto il Paese a Brescia e alla sua provincia è stata ampia, grande. Questo è il tempo del rilancio comune».

Nelle parole del capo dello Stato, l’omaggio alla «capacità di resistenza che la città ha manifestato» e la consapevolezza che «il momento pandemico ha sottolineato quanto il nostro Paese, la nostra comunità nazionale, in realtà tutto il mondo, dipendiamo gli uni dagli altri, quanto abbiamo bisogno degli altri, quanto sia necessario che ciascuno faccia la sua parte. Mentre questo nella dimensione internazionale ci auguriamo serva come insegnamento per accantonare e rimuovere motivi di contrasto, contrapposizione, di fronte all’evidenza di pericoli di fronte ai quali tutti abbiamo le stesse fragilità e le stesse esigenze – ha proseguito  -, nella dimensione nazionale, della nostra comunità, questo ci richiama al senso della solidarietà, a fare ognuno la propria parte». Quindi il grazie «a tutti gli atenei d’Italia», per aver continuato a offrire la formazione anche nel tempo della pandemia: «Garantire l’insegnamento è stata un’opera di grande impegno e di grande merito perché ha dato la dimostrazione che non si interrompeva la vita del nostro Paese», il tributo di Mattarella.

Nell’analisi del presidente della Repubblica, è proprio la «proiezione verso il futuro» il carattere del momento storico che stiamo vivendo: «L’attenzione al futuro, alla ripresa; a quella che viene chiamata con un termine approssimativo la ripartenza, nella ricerca di nuovi equilibri di normalità nuova ma più consapevole, che renda così possibile una vera crescita veloce e nuova del nostro Paese». Tra le righe, il riferimento al Next Generation Eu. Guardando quindi al «ruolo delle nostre università», il capo dello Stato ha ricordato come la pandemia abbia interrotto il suo “tour” negli atenei italiani che ha portato avanti in questi primi sei anni di mandato al Quirinale e che proseguirà anche negli ultimi mesi. Una vicinanza, ha spiegato, per «rafforzarli, consolidarli, incoraggiarli, sorreggerli» anche nella direzione di «aumentare il livello di istruzione universitaria nel nostro Paese, il livello percentuale di laureati».

Visitando poi il Parco archeologico di Brescia Romana, Mattarella è tornato sullo stesso concetto: «Questo è il tempo del rilancio, è il tempo della ripresa; è il tempo di pensare e progettare il futuro. E sono lieto di poterlo sottolineare qui, in questo splendido luogo, in questa splendida area di archeologia romana – che già conoscevo ma che è sempre emozionante rivedere – in occasione dello splendido restauro della Vittoria Alata». Ancora, ha voluto «sottolineare lo stretto legame che intercorre tra cultura e ripresa nel nostro Paese; ed è una condizione che richiama ad una consapevolezza dell’importanza di avviare e progettare la ripresa e il futuro del nostro Paese», ha aggiunto.

Questo, ha ribadito ancora, «è il tempo di guardare al futuro, di progettarlo e realizzarlo insieme, perché questa è la condizione per poterlo fare con efficacia in una drammatica emergenza come quella che abbiamo attraversato e che dobbiamo superare e definitivamente accantonare. Insieme – ha precisato – significa non che si abbandonino le proprie idee, prospettive e opinioni ma che si confrontino costruttivamente. E confrontarsi è ben diverso che agitarle come motivi di contrapposizione insuperabile». Un’esigenza, quella di pensare al futuro, che è anche un modo per «onorare la memoria di chi è rimasto vittima della pandemia».

19 maggio 2021