Corrado (Cei): «Le sfide dell’Ai chiedono la responsabilità di tutti»

Il direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali commenta il messaggio del Papa per la Giornata mondiale. «Essere protagonisti e mai spettatori di ciò che avviene»

Incoraggiare alla responsabilità per affrontare le tante sfide aperte dai sistemi di intelligenza artificiale. È questo per Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, il senso del messaggio di Papa Francesco per la 58ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. «Occorre essere protagonisti e mai spettatori di ciò che avviene, soprattutto se c’è un forte impatto sulla vita sociale e, ancora prima, sulla stessa umanità. È una chiamata alla responsabilità di tutti». Un obiettivo cruciale per la Cei, come si evince anche dalla relazione finale del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, che si è svolta a Roma dal 22 al 24 gennaio, sotto la guida del cardinale presidente Matteo Maria Zuppi, nella quale i vescovi invitano tutti a impegnarsi nel quotidiano per divenire «educatori di pace» e contrastare il «diffondersi di una cultura del conflitto».

Tornando al messaggio di Bergoglio, Corrado chiede attenzione e correttezza da parte di giornalisti e comunicatori ma anche dei fruitori di contenuti e dei nuovi sistemi: «Ai primi perché non smarriscano la bellezza dell’incontro, dell’ascolto e della parola. Ai secondi perché sviluppino sempre di più quel necessario senso critico con cui orientarsi davanti a qualsiasi forma di manipolazione». Insieme, conclude Corrado, «siamo chiamati a rinnovare un patto di corresponsabilità perché la comunicazione e l’informazione hanno sempre bisogno di quel di più che sfugge a qualsiasi tecnica».

25 gennaio 2024