Corridoi umanitari: con Caritas italiana le prime famiglie irachene dalla Turchia

12 persone fuggite da Mosul hanno raggiunto l’Italia grazie a questo programma, in collaborazione con la Nunziatura apostolica di Ankara. Accolte a Bari, Como e Bergamo. Arrivate a Lodi invece le 8 persone nordafricane fuggite per motivi religiosi

Le prime tre famiglie irachene sono arrivate dalla Turchia mercoledì 28 novembre; un’altra, nordafricana, perseguitata per motivi religiosi, è arrivata dalla Giordania ieri, giovedì 29. Continua l’impegno della Chiesa italiana, attraverso la rete Caritas, nei corridoi umanitari. L’impegno, cioè, a promuovere vie legali e sicure d’ingresso nel nostro Paese dall’Africa e dal Medio Oriente.

Attraverso Caritas italiana e in collaborazione con la Nunziatura apostolica di Ankara, si è aperto dunque il primo corridoi dalla Turchia, che ha portato in Italia 3 famiglie irachene: 12 persone in tutto, fuggite da Mosul. Sono state accolte nelle diocesi di Bari, Como e Bergamo, che si faranno cura anche della loro integrazione. L’altro corridoio umanitario è arrivato ieri dalla Giordania e ha portato nella diocesi di Lodi 8 persone nordafricane di un unico nucleo familiare perseguitato per motivi religiosi.

Il lavoro svolto in questi due anni di attività dalla Caritas italiana ha ricevuto ieri, 29 novembre, una menzione speciale nell’ambito del 25° Premio del volontariato internazionale Focsiv 2018, proprio per aver tessuto «rapporti con le Istituzioni italiane ed estere per i programmi internazionali, volti a favorire canali legali e sicuri di ingresso dall’Africa e dal Medio Oriente, i cosiddetti corridoi umanitari».

30 novembre 2018