Crisi di governo, Acli: «È il tempo delle idee costruttive e della dialettica»

Il presidente Roberto Rossini: «Non serve una maggioranza numerica ma una maggioranza politica basata su programmi. E una responsabilità rapida»

Dopo che il leader di Italia viva Matteo Renzi nella serata del 13 gennaio ha aperto la crisi di governo annunciando le dimissioni dei due ministri del suo partito Elena Bonetti (Pari opportunità) e Teresa Bellanova (Politiche agricole), oltre che del sottosegretario Scalfarotto, e attaccando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla gestione della pandemia e sui piani per usare i fondi europei, rimangono aperti diversi scenari, sui quali anche le realtà dell’associazionismo e del non profit esprimono non poche perplessità. A cominciare dalle Acli.

Il presidente nazionale Roberto Rossini prende atto anzitutto del fatto che «il governo Conte bis ha ha affrontato e dato molte risposte, in condizioni difficilissime, a una grave emergenza causata dalla pandemia. La pandemia non è terminata – osserva in una nota -, molte questioni sono ancora sul tappeto, alcune opportunità debbono essere colte rapidamente». Di qui l’invito a trovare «con urgenza» una soluzione politica, «basata sulla forte condivisione di un programma, che dia un orizzonte di futuro all’Italia».

Nei mesi dell’emergenza, riflette ancora il presidente delle Acli, «insieme ai drammi e ai problemi, sono anche emerse tante forze vitali e il governo dovrà saperle valorizzare al meglio: è il tempo delle idee costruttive e della dialettica repubblicana. Le Acli confidano nel presidente della Repubblica e nell’azione responsabile delle parti politiche – è la conclusione di Rossini -. Ciò che serve al Paese non è una maggioranza numerica ma una maggioranza politica basata su programmi. E una responsabilità rapida».

15 gennaio 2021