Crisi Ucraina – Russia: Mosca convoca l’ambasciatore italiano

Sul tavolo, la decisione di espellere 24 diplomatici dell’Italia, annunciata dalla portavoce del ministero degli Esteri. Finlandia e Svezia presentano la domanda di adesione alla Nato. Il primo ministro finlandese Sanna Marin a Palazzo Chigi

Convocato a Mosca l’ambasciatore italiano Giorgio Starace, atteso per le 15 (le 14 in Italia). La notizia rimbalza in queste ore dalle agenzie di stampa locali alle cronache nazionali e non solo. Secondo quanto riporta la Tass, il diplomatico «sarà informato delle misure di ritorsione per l’espulsione dei diplomatici russi» dall’Italia. Più precisamente, ha riferito all’Agi la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, la Russia comunicherà a Starace la decisione di espellere 24 diplomatici italiani. Del 6 aprile la decisione italiana di espellere 30 diplomatici russi, in accordo con altri partner europei e atlantici, aveva precisato allora la Farnesina,  per ragioni legate alla sicurezza nazionale, nel contesto della crisi scaturita dall’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa.

Atteso al ministero degli Esteri russo anche l’ambasciatore francese a Mosca Pierre Levy, informa Ria Novosti. Anche lui, rende noto l’agenzia di stampa russa, convocato in relazione all’annuncio di misure di ritorsione per l’espulsione di diplomatici russi. Il governo spagnolo non è stato ancora informato sui motivi per cui l’ambasciatore a Mosca, Marcos Gómez Martínez, è stato convocato a colloquio dal ministero degli Esteri russo. Intanto Finalndia e Svezia hanno consegnato formalmente, attraverso gli ambasciatori dei due Paesi, nelle mani del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg le domande di adesione all’Alleanza Atlantica. «Questo è un momento storico in un momento critico per la nostra sicurezza – le parole di Stoltenberg -. Speriamo di concludere rapidamente», ha aggiunto riferendosi al processo di adesione. Sempre questa mattina il primo ministro della Repubblica di Finlandia Sanna Marin è stata ricevuta in mattinata a Palazzo Chigi dal premier Mario Draghi.

All’84° giorno dall’inizio del conflitto armato, nel frattempo, proseguono i negoziati per fare uscire dai cunicoli dell’acciaieria Azovstal, a Mariupol, le «molte persone» ancora intrappolate, ha riferito alla Bbc il vice ministro della Difesa ucraino Hanna Maliar, affermando che l’operazione di salvataggio dell’impianto industriale sarà conclusa solo quando tutti i difensori di Mariupol saranno stati evacuati nei territori sotto il controllo ucraino. Il ministero della Difesa russo annuncia in una nota la resa, dal 16 maggio, di 956 combattenti asserragliati nell’acciaieria, di cui 80 feriti. 694 quelli che si sarebbero arresi nelle ultime 24 ore. Il capo dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk Denis Pushiling fa sapere però che i comandanti di più alto grado non sono ancora fuori dall’acciaieria, informa l’agenzia Tass. In ogni caso, aggiunge, sarà un tribunale a decidere il destino dei combattenti ucraini evacuati. Per il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, l’uscita dei militari ancora rimasti nei cunicoli dell’Azovstal può essere considerata «solo se depongono le armi e si arrendono». Sempre nell’analisi di Peskov, «da Kiev c’è una totale riluttanza a proseguire i negoziati». E ancora: «Le accuse di crimini di guerra rivolte al nostro esercito sono inaccettabili».

Sul campo, continuano intanto i bombardamenti russi sulla regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: 28 nelle ultime 24 ore, con un bilancio di 1 morto e 3 bambini feriti. 52 gli edifici civili distrutti . Ne dà notizia la polizia ucraina su Facebook: «Hanno sparato sui civili da aerei, carri armati, artiglieria pesante e sistemi missilistici», si legge. Bakhmut la località più colpita. Le truppe russe hanno lanciato all’alba un attacco missilistico dal mare anche sulla regione di Odessa, «continuando a distruggere le infrastrutture degli insediamenti nella regione», rende noto via Telegram il comando operativo Sud del consiglio comunale, come riporta Ukrinform. Al momento non si registrano vittime. Due attacchi missilistici russi hanno in mattinata la città di Dnipro, nell’Ucraina orientale, ferendo una donna e distruggendo parte dell’infrastruttura di trasporto, spiegano sempre su Telegram dall’amministrazione regionale.

Stando ai dati dell’agenzia Onu per i diritti umani, sono almeno 3.752 le vittime civili provocate a oggi dalla guerra in Ucraina, riporta il Kyiv Independent. I feriti dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio scorso, sono almeno 4.062. La maggior parte delle vittime riportano ferite causate da munizioni di artiglieria, bombe e razzi. E dall’Italia, il Viminale informa che sono 117.434 le persone arrivate finora in Italia dall’Ucraina: 61.226 donne, 16.598 uomini e 39.610 minori. Le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna.

18 maggio 2022