Da Francesco l’invito a «seguire l’esempio dei Magi»

Nella Messa dell’Epifania, indicati dal Papa i tre «luoghi» che favoriscono questo incontro: l’inquietudine delle domande, il rischio del cammino, lo stupore dell’adorazione

«Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorare il Signore». È l’acclamazione al Vangelo di Matteo proclamato nel giorno dell’Epifania. In una basilica di San Pietro gremita di fedeli, Papa Francesco, presiedendo la celebrazione, invita tutti a riflettere sulle scelte dei Magi e a seguirne l’esempio per giungere all’incontro con il Signore. Nell’omelia, citando anche le parole di Benedetto XVI nell’Epifania 2013, Bergoglio ha indicato i tre «luoghi» che favoriscono questo incontro: l’inquietudine delle domande, il rischio del cammino, lo stupore dell’adorazione.

Come prima cosa i Magi non rimasero imperturbabili quando videro la stella ma si interrogarono. Ed è questo il primo passo da compiere nel cammino della fede, ha spiegato Francesco, che inizia «quando, con la grazia di Dio, facciamo spazio all’inquietudine che ci tiene desti; quando ci lasciamo interrogare, quando non ci accontentiamo della tranquillità delle nostre abitudini, ma ci mettiamo in gioco nelle sfide di ogni giorno; quando smettiamo di conservarci in uno spazio neutrale e decidiamo di abitare gli spazi scomodi della vita, fatti di relazioni con gli altri, di sorprese, di imprevisti, di progetti da portare avanti, di sogni da realizzare, di paure da affrontare, di sofferenze che scavano nella carne». Il Papa ha quindi messo in guardia dal pericolo di lasciarsi sedurre dai «tranquillanti dell’anima» che mettono a tacere le domande inquiete. «Dai prodotti del consumismo alle seduzioni del piacere, dai dibattiti spettacolarizzati fino all’idolatria del benessere, tutto sembra dirci: non pensare troppo, lascia fare, goditi la vita», ha detto il vescovo di Roma, sottolineando che se i Magi avessero agito così non avrebbero mai trovato il Bambino Gesù e sua Madre.

Gli interrogativi devono indurre all’azione, come i Magi che «non si fermano a guardare il cielo e a contemplare la luce della stella, ma si avventurano in un viaggio rischioso». La fede è «un cammino continuo» che deve essere alimentato dalla preghiera e dall’ascolto della Parola, «non cresce se rimane statica – ha avvertito Francesco -; non possiamo rinchiuderla in qualche devozione personale o confinarla nelle mura delle chiese, ma occorre portarla fuori, viverla in costante cammino verso Dio e verso i fratelli».

L’ultimo luogo in cui è possibile incontrare il Padre è lo stupore dell’adorazione. «È il punto decisivo – ha osservato il Papa -: le nostre inquietudini, le nostre domande, i cammini spirituali e le pratiche della fede devono convergere nell’adorazione del Signore». Una preghiera, questa, che per Bergoglio deve essere riscoperta. «Abbiamo perso il senso di adorare – le parole del pontefice -, perché abbiamo perso l’inquietudine delle domande e abbiamo perso il coraggio di andare avanti nei rischi del cammino».

9 gennaio 2023