Dall’Ue nuove misure restrittive per l’Iran

L’intervento del Consiglio per gli affari esteri contro le violazioni dei diritti umani, dopo la morte di Mahsa Amini. Aggiunte all’elenco delle sanzioni 18 persone e 19 entità

Dall’Unione europea arrivano nuove misure restrittive per l’Iran, colpevole di sistematiche violazioni dei diritti umani. Il Consiglio Ue per gli Affari esteri aggiunge 18 persone e 19 entità all’elenco delle sanzioni contro il «diffuso e sproporzionato uso della forza verso i manifestanti non violenti dopo la morte di Mahsa Amini», si legge in una nota diffusa ieri, 23 gennaio. Le sanzioni colpiscono «membri del governo e del Parlamento iraniano (Majles), personaggi politici e dei media, membri delle forze di sicurezza iraniane di alto livello, compreso il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc)». Nell’elenco figurano anche enti governativi e società private di servizi di sicurezza che «vietano, limitano o penalizzano l’esercizio della libertà di espressione».

In totale, le sanzioni si applicano a 164 persone e 31 entità. Le misure prevedono il congelamento dei beni, il divieto di recarsi nell’Ue e di mettere fondi o risorse economiche a disposizione delle persone elencate. Inoltre, è in vigore un «divieto di esportazione verso l’Iran di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e per il controllo delle telecomunicazioni». L’Ue esorta le autorità iraniane a «porre fine alla violenta repressione delle proteste pacifiche, a cessare il ricorso a detenzioni arbitrarie come mezzo per mettere a tacere le voci critiche e a rilasciare tutte le persone detenute illegalmente». Ancora, chiede di «cessare immediatamente l’imposizione e l’esecuzione di condanne a morte contro i manifestanti, di annullare le sentenze di condanna a morte pronunciate e di garantire un giusto processo a tutti i detenuti».

24 gennaio 2023