Domenica 28 marzo torna l’ora legale

Lancette avanti di un'ora, alle 2 della notte. 60 minuti di luce naturale in più, con il conseguente risparmio energetico. La richiesta Ue: orario unico tutto l'anno

Dopo l’equinozio di primavera, torna anche quest’anno l’ora legale: domenica 28 marzo, alle 2 di notte, lancette avanti di un’ora. In concreto: un’ora in meno di sonno la prima notte ma giornate più “lunghe” fino al prossimo è 31 ottobre, quando tornerà l’ora solare. La prima conseguenza è un risparmio energetico quantificato, in Italia, in oltre un miliardo e 700 milioni di euro nel periodo 2004-2020, pari al consumo di 150mila famiglie. L’altra faccia della medaglia è l’impatto sul benessere e sulle abitudini delle persone: più ore di luce e meno ore di sonno provocherebbero uno scompenso temporaneo paragonabile a un piccolo jet-lag, tanto che, per mitigarne gli effetti, gli esperti consigliano di affrontare il passaggio dall’ora solare a quella legale consumando pasti leggeri e andando a letto prima.

La convenzione dell’ora legale è nata per far favorire il risparmio energetico in tempi di crisi, per questo l’Italia l’ha adottata per la prima volta durante la prima guerra mondiale; la scelta è stata rinnovata poi nella seconda guerra mondiale ma l’adozione in forma stabile è arrivata solo nel 1966. A livello europeo, dal 1996 tutti gli Stati coordinano il cambio dell’ora e spostano le lancette avanti di un’ora a marzo e indietro di un’ora a ottobre ma negli ultimi anni l’Ue ha chiesto agli Stati membri di uniformare l’orario a livello comunitario. Nel 2018 infatti è stata approvata con l’84% dei voti una risoluzione che prevede l’abolizione dell’obbligo per i diversi Stati membri di cambiare l’orario due volte all’anno. Il risultato: entro il 2021 i Paesi europei dovranno scegliere quale “fuso orario” adottare e non ci saranno più spostamenti di lancetta all’interno delle singole nazioni.

Un’ipotesi, quella di abolire l’ora legale, che l’Italia ha sempre accolto con freddezza. La possibilità di avere più luce solare a disposizione infatti avvantaggia soprattutto i Paesi del Sud Europa mentre negli Stati del Nord Europa le giornate durante la stagione estiva sono già molto lunghe a motivo della vicinanza con il Polo Nord. Basti pensare che in Finlandia, ad esempio, nei giorni più lunghi, il sole sorge prima delle 4del mattino e tramonta quasi alle 23. Proprio per questo nei mesi scorsi il governo italiano ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere intatta la situazione attuale, senza variazioni e il governo Conte bis non ha presentato modifiche al documento. Vale a dire, per l’Italia tutto rimane inalterato. Diversamente hanno deciso Paesi vicini come Francia, Germania, Finlandia, Lituania, Svezia ed Estonia, che si sono già espressi per l’orario unico per tutto l’anno.

26 marzo 2021