Don Ferrari e il “sogno” della solidarietà per chi è «lasciato annegare in mare»
Il cappellano di Mediterranea Saving Humans ha inaugurato il ciclo di incontri su “Famiglie e singoli in rete”, a San Lino. L’impegno nel condominio solidale Spin Time Labs
Un verbo che è un’immagine: sentire il dolore dell’altro dentro di sé fino al contorcersi delle viscere. Questo indica la forma verbale che nella parabola descrive la compassione provata dal buon samaritano per l’uomo lasciato sulla strada, vittima dei malfattori. Questo dice per don Mattia Ferrari dell’empatia per il prossimo che si fa solidarietà per chi è «lasciato annegare in mare». Il giovane sacerdote, classe 1993, è il cappellano di Mediterranea Saving Humans – la piattaforma sociale che ha messo in mare la prima nave del soccorso civile battente bandiera italiana – ed è inoltre impegnato nella cura delle attività di Spin Time Labs, il condominio solidale di via di Santa Croce in Gerusalemme. Ieri sera, 16 gennaio, nella chiesa di San Lino Papa, alla Pineta Sacchetti, ha parlato de “Le periferie umane della città e dell’umanità” nel primo dei 4 incontri del ciclo “Famiglie e singoli in rete”, promosso da L’accoglienza onlus – l’ente che, tra le altre attività, cura l’organizzazione della casa famiglia “Casa Betania” -, Song-Taaba, promotrice di esperienze formative nel Paesi in via di sviluppo, e Mondo di comunità e famiglia (Mcf), che promuove iniziative di vicinato solidale.
«Solo una volta nei Vangeli, solo in quella parabola, l’amare visceralmente viene attribuito a un uomo semplice, mentre di solito quel modo di amare è proprio di Dio e di Gesù», ha spiegato don Ferrari; e in questo tipo di amore, quello che «caratterizza il cuore del Padre», è indicata «la via per trovare la gioia» perché «la domanda dell’uomo che genera la parabola è: “Che cosa devo fare per avere la vita eterna?” ma la gioia del Paradiso si conquista già operando per il bene in questa vita», sono ancora le parole del sacerdote. Ripercorrendo le tappe che hanno portato alle attività di salvataggio di Mediterranea Saving Humans, da Papa Francesco elogiate lo scorso dicembre come «un buon lavoro che salva tanta gente», don Ferrari, ricevuto dallo stesso Bergoglio con una delegazione dell’ong a marzo 2023, ha sottolineato che «si tratta di una realtà nata dai movimenti popolari, in particolare da un’idea di Luca Casarini, un tempo vicino ai centri sociali e oggi anima di questo progetto, che tiene insieme cristiani e non cristiani», tutti «uomini di buona volontà che davanti alla storia dei migranti hanno concepito questo sogno», andando «oltre i muri e le divisioni per la stessa missione: costruire la fraternità, darvi carne». In particolare, per don Ferrari «Mediterranea è una delle tante risposte dal basso, come lo sono i corridoi umanitari, che Dio ha suscitato nella storia rispetto al dramma che da più di 10 anni si consuma nelle acque del Mediterraneo, dove un numero enorme di persone muore, le ultime 30 solo tra ieri e oggi».
Da un’altra diversa «situazione di difficoltà, quella della mancanza di un’abitazione – ha spiegato ancora don Mattia -, sono nate le reti che animano il condominio solidale di Spin Time, dove a oggi vivono 400 persone, 96 delle quali minorenni». Un tempo sede della direzione generale dell’ ente di previdenza Inpdad e vuoto dal 2010, nell’ottobre 2012 l’edificio è stato occupato da Action ed è divenuto una realtà abitativa per senza dimora di ogni etnia. Oggi «il Comune di Roma ha regolarizzato la situazione, acquistandolo e rendendolo un bene pubblico dove prevale la relazione autentica, quella che ci libera e ci restituisce a ciò che conta davvero», ha concluso don Ferrari.
17 gennaio 2024

