Emergenza Atac, autobus a rischio stop

Non si placa il caso sollevato dalla notizia del pignoramento da 77 milioni di euro da parte di Roma Tpl: i fornitori hanno comunicato la decisione di bloccare l’approvvigionamento di carburante per i 1.600 mezzi della “flotta”

«Il rischio è concreto ed è per questo che stiamo mettendo in atto tutti gli strumenti possibili per evitarlo». Non usa mezzi termini, il sindaco Ignazio Marino, a proposito dell’emergenza Atac. Dopo la notizia del pignoramento da 77 milioni di euro a motivo del contenzioso attivato da Roma Tpl infatti la municipalizzata rischia di non poter più garantire alcun servizio: i suoi 1.600 autobus rischiano lo stop per mancanza di carburante, dato che già ieri, lunedì 3 novembre, i maggiori fornitori della società hanno comunicato in via ufficiale la decisione di bloccare l’approvvigionamento in mancanza di garanzie certe. Da una settimana infatti i conti correnti di Atac sono bloccati a motivo proprio del pignoramento.

«È evidente che ci sono delle preoccupazioni importanti sia mie che dell’assessore Improta – ha dichiarato il primo cittadino -. Se dovessimo pagare decine di milioni di euro a un’azienda privata, questi verrebbero sottratti alla possibilità di avere più mezzi e più risorse umane». Intanto al Campidoglio si corre contro il tempo: la giunta si è riunita oggi, martedì 4 novembre, in seduta straordinaria per approvare la delibera dell’assessore Scozzese con la quale l’amministrazione indica le risorse a garanzia dei beni pignorati, che consentiranno di sbloccare i conti di Atac. Conti già gravati da un debito che supera i 400 milioni, sufficiente a rendere concreto il rischio della bancarotta nel caso in cui tutti volessero rientrare dei rispettivi crediti.

L’udienza di opposizione al pignoramento relativo al contenzioso con Roma Tpl, il consorzio di imprese che si è aggiudicato le linee periferiche della città, per il servizio reso nel periodo 1 gennaio 2006 – 31 dicembre 2010, è fissata al 25 novembre. «Non abbiamo la possibilità di aspettare quella data – dichiara l’assessore Improta -, è troppo tardi. Perciò stiamo cercando di capire se e come poter anticipare l’udienza».

4 novembre 2014