Esplosione via Gordiani: la rabbia e le richieste del quartiere

L’assemblea pubblica davanti alla scuola danneggiata dall’esplosione del 4 luglio e il ricordo dell’unica vittima, Ercoli. Comitati e cittadini chiedono bonifica del territorio, accertamento delle responsabilità e maggior impegno per la prevenzione.

Bonifica del territorio, accertamento delle responsabilità, maggior impegno per la prevenzione. Sono le principali richieste emerse dall’assemblea pubblica svoltasi ieri, 9 luglio, cinque giorni dopo l’esplosione del distributore di carburante di via dei Gordiani, animata da comitati di quartiere e cittadini davanti al plesso Balzani dell’Istituto comprensivo Simonetta Salacone, pesantemente colpito dall’esplosione.

L’assemblea è iniziata con un applauso per ricordare l’unica vittima dell’incidente, Claudio Ercoli, 67 anni, dipendente dell’area di servizio Eni, che aveva ustioni sul 55% del corpo. La notizia della sua morte era arrivata proprio poche ore prima e il cardinale vicario Baldo Reina aveva avuto parole di cordoglio per la famiglia. Almeno 300 persone si sono riversate in strada per l’assemblea pubblica, esponendo un enorme striscione nero, “Non è stato un caso”, e numerosi cartelli con i disegni dei bambini che chiedono di «tornare nella nostra scuola». Proprio i danni al plesso Balzani, nella via omonima, alla scuola dell’infanzia “Il Piccolo Principe” e ai palazzi vicini sono stati al centro della denuncia dell’assemblea, insieme all’indignazione per una situazione di criticità e pericolo in realtà già presente da anni «ma per cui nessuno ha mai fatto niente, mai risposto a nessun appello», spiega Federico Segoloni, presidente del Comitato dei genitori dell’Istituto comprensivo.

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Sono in particolare tre le richieste della cittadinanza: «Innanzitutto la bonifica immediata di tutto il territorio circostante la scuola e le abitazioni, quindi sia per quanto riguarda il distributore andato in fiamme che per la ditta di smaltimento e demolizione di rifiuti Mcr Metalli; dopodiché – sottolinea sempre Segoloni – vogliamo verità e giustizia sulle responsabilità dell’esplosione; infine pretendiamo risposte immediate sulla riapertura della scuola. Nelle ultime ore – racconta – ci hanno fatto sapere che i bambini verranno dislocati nelle altre strutture appartenenti sempre all’Istituto comprensivo, quindi in zona, ma vogliamo il ripristino totale dell’agibilità dei locali danneggiati».

Hanno subito danni ingenti, infatti, sia la scuola dell’infanzia e la primaria del plesso di via Balzani sia la scuola comunale dell’infanzia “Il Piccolo Principe”. Oltre 370 i bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni che dovranno essere ricollocati in altri plessi: «Sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica – precisa il presidente del Comitato dei genitori – ma non possiamo rischiare di far rimanere i nostri figli senza la loro vera scuola per chissà quanti mesi».

In prospettiva futura, dunque, la gente «chiede maggiore attenzione al territorio, alle persone, alle richieste di interventi di qualsiasi natura che vengono avanzate, perché non si ripeta più il silenzio che ha poi portato a questo incidente», aggiunge un altro genitore e membro del Comitato, Marco Capolupo. «Il problema non è tanto la risposta che ora sta già arrivando e arriverà dalle istituzioni, ma comprendere perché e cosa ha provocato questo incidente, così da non far ripetere mai più eventi simili. Per esempio – racconta Capolupo – c’è un altro distributore di gas sulla Togliatti, non molto lontano da qui, dunque cosa si aspetta a spostarlo?».

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Punta sulla prevenzione e sul fatto che l’incidente «poteva sicuramente essere evitato» anche Pasquale Scafetta, presidente del Comitato di quartiere Villa De Sanctis, raggiunto telefonicamente poco prima dell’assemblea: «Avevamo denunciato oltre dieci anni fa questa situazione di pericolo – racconta – ovvero il distributore troppo vicino alle case, i depositi e un rottamatore costruito ben 50 anni fa in un luogo totalmente inadatto, troppo vicino a punti sensibili. Fu fatto un esposto alla Procura della Repubblica, ma poi dopo un ricorso dei proprietari tutto cadde nel dimenticatoio. Ora va tutto spostato ed eliminato una volta per tutte».

Anche Scafetta invoca trasparenza, affidandosi alle indagini già avviate dalla Procura: «Per quanto riguarda gli edifici danneggiati – afferma – abbiamo poco potere se non quello di far sentire la nostra voce e affidarci a inquirenti e assicurazioni, che sono già al lavoro. Intanto ovviamente ci mettiamo a disposizione delle famiglie dei feriti e di eventuali sfollati e abbiamo già detto che siamo disponibili a partecipare attivamente a qualsiasi incontro, riunione o tavolo di lavoro per far tornare tutto alla normalità».

Il riferimento è alla prima Cabina di regia convocata l’8 luglio in Campidoglio dall’assessore alle Periferie Pino Battaglia. Un primo momento di confronto al quale l’amministrazione capitolina ha già fatto sapere che ne seguiranno altri, con regolarità, per monitorare lo stato di avanzamento degli interventi e assicurare il costante supporto ai cittadini coinvolti.

10 luglio 2025