Filippo Neri, «luminoso modello» della missione della Chiesa

Il messaggio di Francesco per il quinto centenario della nascita del santo. «Oggi c’è bisogno di persone che preghino e insegnino a pregare»

Il messaggio di Francesco per il quinto centenario della nascita del santo. «Oggi c’è bisogno di persone che preghino e insegnino a pregare»

«Un luminoso modello della missione permanente della Chiesa nel mondo». Papa Francesco descrive così san Filippo Neri, nel messaggio per il quinto centenario della sua nascita, che si celebra oggi, 26 maggio, indirizzato al procuratore generale della Confederazione dell’Oratorio di san Filippo Neri, padre Mario Alberto Avilés. L’«apostolo di Roma», fondatore dell’Oratorio, «realtà ecclesiale caratterizzata da intensa e gioiosa vita spirituale», ricorda il Papa ripercorrendone la biografia, «si dedicò con grande passione al ministero della confessione. Grazie anche al suo apostolato, «l’impegno per la salvezza delle anime tornava ad essere una priorità nell’azione della Chiesa; si comprese nuovamente che i Pastori dovevano stare con il popolo per guidarlo e sostenerne la fede».

Appassionato annunciatore della Parola, «fu predicatore parco di parole». Questo, per Francesco, «il segreto che fece di lui un autentico padre e maestro delle anime. La sua paternità spirituale traspare da tutto il suo agire, caratterizzato dalla fiducia nelle persone, dal rifuggire dai toni foschi ed accigliati, dallo spirito di festosità e di gioia, dalla convinzione che la grazia non sopprime la natura ma la sana, la irrobustisce e la perfeziona». Proprio per questo, «la prospettiva del suo approccio al prossimo, per testimoniare a tutti l’amore e la misericordia del Signore – si legge nel testo -, può costituire un valido esempio per vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici».
Ai nostri giorni, rileva il pontefice, «soprattutto nel mondo dei giovani, tanto cari a Padre Filippo, c’è un bisogno grande di persone che preghino e sappiano insegnare a pregare». Ricorda quindi i primi anni della presenza di Filippo nella Capitale, nella quale egli «esercitò un apostolato della relazione personale e dell’amicizia quale via privilegiata per aprire all’incontro con Gesù e il Vangelo». Padre Filippo, scrive ancora il Papa, «amava la spontaneità, rifuggiva dall’artificio, sceglieva i mezzi più divertenti per educare alle virtù cristiane, al tempo stesso proponeva una sana disciplina che implica l’esercizio della volontà per accogliere Cristo nel concreto della propria vita».
A fondamento del cammino della santità c’era, per Filippo, «la grazia di un incontro – quello con il Signore – accessibile a qualunque persona, di qualunque stato o condizione, che lo accolga con lo stupore dei bambini», rileva ancora il pontefice. Di qui l’invito ai «figli spirituali» di san Filippo Neri a «non accontentarsi di una vita mediocre».