«Nessuna legge umana è perfetta, solo la legge divina lo è. Quello che si può perfezionare, si perfezioni». Il cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti risponde con decisione alle domande dei giornalisti arrivate dopo la decisione della Consulta che, sul caso Cappato, ha chiesto al Parlamento italiano di emanare entro un anno una legge sul suicidio assistito, per colmare l’attuale vuoto legislativo. L’occasione è il colloquio a margine del briefing quotidiano sul Sinodo, giovedì 25 ottobre.

Per il presidente dei vescovi, «la legge sul fine vita non è chiara fino in fondo. Ci vogliono alcune esplicitazioni logiche. Bisogna rispettare il malato – aggiunge – ma bisogna anche che il medico abbia una gran parte». Ancora, il cardinale fa notare come «quando i malati affrontano il fine-vita non pensano più quello che pensavano dieci anni prima». E cita un esempio concreto: la testimonianza di un malato terminale che è andato a trovare in un hospice, il quale chiedeva ai medici di aiutarlo «a vivere un po’ di più, per poter vedere l’esame del suo nipotino. Una persona – aggiunge –  ha desiderio di vivere, non di morire». Secondo il porporato, «sono veramente eccezionali i casi contrari. E se anche qualcuno, preso dalla disperazione, ha desiderio di morire, la Chiesa ha il dovere di accompagnarlo. Dobbiamo essere dei “buoni samaritani” fino in fondo, perché è la solitudine che porta a tali decisioni».

26 ottobre 2018