Fori Imperiali e pini crollati: riunita la task force in Campidoglio
Dopo il cedimento dell’albero crollato nel pomeriggio del 1° febbraio, convocate le più qualificate competenze del mondo scientifico, di ricerca e professionali in materia ambientale. Al via i sopralluoghi congiunti, anche alla luce del maltempo
L’ultimo cedimento, nel pomeriggio di domenica 1° febbraio, ha sfiorato la tragedia. Il pino crollato in via dei Fori Imperiali ha travolto tre persone: una ragazza italiana di 17 anni e due cittadini stranieri di 34 e 42 anni. Sono stati immediatamente soccorsi e trasportati in codice giallo negli ospedali Santo Spirito, San Giovanni e Umberto I. Tutti e tre hanno riportato ferite giudicate non gravi. È stato il terzo caso nell’arco di un mese, dopo quelli dell’8 e del 4 gennaio. Avviate le operazioni di verifica sulle alberature presenti nell’area, la strada è stata chiusa a pedoni e auto da largo Corrado Ricci a piazza Venezia, per motivi di sicurezza.
Ieri mattina intanto, 3 febbraio, si è riunito in Campidoglio il tavolo convocato per affrontare l’emergenza legata alla stabilità dei pini di via dei Fori imperiali nell’area archeologica centrale. Con l’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi – accompagnata da dirigenti e funzionari del dipartimento Tutela ambientale e dal direttore generale di Roma Capitale Albino Ruberti – erano presenti i rappresentanti delle principali istituzioni preposte alla tutela, alla sicurezza e alla gestione dell’area e «le più qualificate competenze del mondo scientifico, di ricerca e professionali in materia ambientale», riferiscono dal Campidoglio. Tutti concordi sulla necessità di intervenire con urgenza, a garanzia innanzitutto della sicurezza dei cittadini e dei turisti.
Stando alle analisi degli esperti – dalla Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma alla Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali; dal Parco Archeologico del Colosseo ai Vigili del fuoco, per continuare con Comando regionale Carabinieri forestali, Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), Orto Botanico della Sapienza, comandante della Polizia locale di Roma Capitale, ordini professionali di agronomi e agrotecnici e progettisti del Carme -, gli effetti del cambiamento climatico, con l’alternanza di stagioni aride e piogge intense concentrate in pochi giorni, uniti all’età molto avanzata dei pini, compresa tra i 120 e i 130 anni, e le conseguenze degli interventi dell’uomo lungo i decenni passati hanno determinato «un quadro di fragilità strutturale che non può essere escluso o prevenuto completamente con i soli strumenti ordinari di monitoraggio e cura».
Da giorni, informano da Roma Capitale, è operativa una task force del dipartimento capitolino Ambiente, impegnata in «prove di trazione statiche e dinamiche, verifiche dello stato dei terreni e delle aiuole e altre analisi puntuali, affiancate anche da approfondimenti con air spade per la valutazione degli apparati radicali». La prima decisione assunta dal tavolo riunito in Campidoglio è stata di affiancare a questa task force una delegazione di esperti per effettuare sopralluoghi congiunti e accelerare le valutazioni, al fine di stabilire in pochi giorni se sia possibile intervenire in modo selettivo oppure procedere con un nuovo piano di sostituzione dei pini vetusti con esemplari giovani e di diverse età, così come suggerito dagli esperti, e come già avvenuto a piazza San Marco e via di San Gregorio nel rispetto dei vincoli presenti sull’area. Entro pochi giorni, assicurano, si arriverà a una decisione finale che porterà ai primi interventi concreti, anche alla luce del maltempo di queste ore che rischia di aggravare ulteriormente la condizione dei terreni.
L’assessore Alfonsi parla di «confronto di altissimo livello professionale e scientifico. Tutti quanti – ha detto riferita agli esperti coinvolti nel tavolo – sono consapevoli di trovarsi di fronte a una situazione eccezionale che vede la presenza nell’area dei Fori Imperiali e nei dintorni di circa 50 pini con oltre 120 anni di età, curati negli ultimi anni nel migliore dei modi, che hanno superato varie prove di trazione e che sono all’apparenza sani, ma che hanno subito lo stress di decenni di impatto antropico a livello delle radici». I sopralluoghi congiunti per monitorare il processo di verifica in corso, ha assicurato Alfonsi, prendono il via oggi, 4 febbraio, «tenendo conto in particolare degli effetti delle piogge e della tenuta delle radici», per modulare «in modo conseguente e coerente con la tutela della pubblica incolumità» la procedura di sostituzione degli alberi a rischio.
4 febbraio 2026

