Ha parlato in spagnolo, Papa Francesco, concludendo ieri pomeriggio, 21 marzo, l’incontro nella sede romana di Scholas Occurrentescon il quale è stato avviato il progetto internazionale “Programmando per la pace”. Un messaggio di saluto, a braccio, nel quale ha ribadito con forza che «i giovani sono l’oggi: non sono il futuro o il “frattempo” di Dio. Se pensiamo che i giovani siano il futuro, nel frattempo perdono le speranze e le illusioni e si addomesticano». Al contrario, per Francesco, «i giovani sono creativi, sono una potenza inimmaginabile». E come esempio cita la mobilitazione del 15 marzo «per difendere l’ambiente». Ma, ammonisce, «la sola protesta non serve se non c’è la creatività. Protestare sì, ma la protesta non arriva a risultati concreti se non si costruisce. Si può sbagliare ma meglio sbagliare costruendo che con le braccia conserte». L’invito finale: «Giovani e anziani dialoghino tra di loro. Se i giovani stanno senza gli anziani, perdono le loro radici, il senso della storia, l’appartenenza. Se gli anziani stanno senza i giovani, si sentono isolati e muoiono tristi. È il momento, come dice il profeta Gioele, che i vecchi sognino e i giovani profetizzino. È un dialogo fecondo, che dà radici ed evita che i giovani siano sradicati».

Nel corso dell’incontro, Papa Francesco ha inaugurato in videoconferenza l’Hub Tecnológico Scholas nella nuova sede di Panama e ha ascoltato le testimonianze, in videoconferenza, dei giovani delle tre nuove sedi di Scholas a Panama, in Portogallo e in Romania, incontrando inoltre nella sede romana alcuni studenti che hanno partecipato a programmi sportivi, artistici e tecnologici. La Fondazione Scholas Occurrentes, organizzazione internazionale creata da Papa Francesco il 13 agosto 2013, è presente in 190 Paesi ed è attualmente il più grande movimento studentesco a livello mondiale. Ha come obiettivo fondamentale la promozione della cultura della pace e dell’incontro e comprende scuole e reti educative appartenenti a tutte le confessioni religiose e realtà laiche, sia pubbliche che private. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto internazionale inaugurato ieri: “Programmando per la pace”. L’obiettivo: consentire a milioni di ragazzi di imparare a programmare e apprendere l’utilizzo delle nuove tecnologie con un’ottica etica e impegnandosi per la ricerca della pace.

22 marzo 2019