Francia, incendio nella cattedrale di Nantes

Il fuoco divampato nella mattina del 18 luglio. Danni importanti alla struttura. Tre inneschi all’interno della chiesa: si indaga per “incendio doloso”

Sabato 18 luglio, 7.40 del mattino. Il fuoco divampa all’interno della storica cattedrale di Nantes, nel nord ovest della Francia. Le fiamme saranno domate solo alla fine della mattinata. La cattedrale era stata rinnovata con travi di cemento in seguito a un grande incendio scoppiato nel 1972, che aveva ridotto in cenere il tetto. Una ristrutturazione completata solo nel 2013. Situazione diversa quindi da quella della cattedrale di Notre Dame di Parigi, che aveva ancora le travi del tetto in legno, distrutta da un incendio nell’aprile 2019. I danni comunque sono stati importanti anche in questa chiesa, intitolata ai santi Pietro e Paolo: il grande organo, il rosone del XVI secolo, il coro e l’organo del coro. Immediato un tweet deii vescovi francesi, per dire l’unione nella preghiera con i pompieri al lavoro sul posto e con la diocesi di Nantes.

Intanto si indaga per incendio doloso: lo ha annunciato il procuratore della Repubblica di Nantes Pierre Sennes. Fermato anche un uomo, rilasciato però dopo un interrogatorio durato diverse ore: un volontario di 39 anni che il giorno prima dell’incendio era stato incaricato di chiudere la chiesa. Ascoltato sabato pomeriggio, informa France Info, a motivo di alcune incoerenze nel suo racconto, è stato rilasciato domenica sera.

Tre gli inneschi rinvenuti in tre punti diversi della cattedrale gotica: uno accanto al grande organo, l’altro dalla parte dell’organo del coro e l’ultimo a fianco dell’altare. Lo conferma l’amministratore della diocesi padre François Renaud. Completamente distrutto il grande organo che si era miracolosamente salvato dall’incendio del tetto nel 1972, così come la grande vetrata del XVI secolo.

A dare voce allo choc di tutti i francesi, il presidente Emmanuel Macron, via Twitter. «Dopo Notre-Dame, la cattedrale di San Pietro e San Paolo, nel cuore di Nantes, è in fiamme. Sostegno ai nostri vigili del fuoco che a costo dei rischi, stanno lavorando per salvare questo gioiello gotico della città dei duchi», ha scritto.

Sul luogo dell’incendio anche il sindaco Johanna Rolland, che ha parlato di «una giornata di tristezza» per Nantes. E di «grande tristezza per i cristiani della Loira Atlantica» si legge anche in un comunicato diffuso dalla diocesi nella tarda mattinata di sabato 18, nel quale si ricordano  anche l’incendio subito dalla cattedrale nel 1972 e quello della basilica di Saint Donatien nel 2015. Per i cristiani «la cattedrale, un capolavoro architettonico, è soprattutto la chiesa madre della diocesi – è spiegato nella nota -. È il luogo di incontri in cui si svolgono gli eventi importanti della sua storia. Lo scorso gennaio, una grande folla venne a salutare l’arcivescovo Jean Paul James prima della sua partenza per l’arcidiocesi di Bordeaux. Durante la quarantena, attraverso le celebrazioni della Settimana Santa trasmesse in diretta, ha continuato a essere il cuore della vita della diocesi».

Dall’amministratore diocesano padre François Renaud, amministratore diocesano e da padre Hubert Champenois, rettore della cattedrale, l’invito a tutti i cattolici della diocesi a unirsi in preghiera. La diocesi esprime poi una profonda gratitudine al lavoro e all’impegno dei pompieri, della polizia e della società civile: «Siamo molto toccati dal sostegno delle autorità pubbliche e dalle testimonianze di amicizia di rappresentanti di altre chiese cristiane e di altre religioni». Quindi la rassicurazione: «Non siamo abbattuti», suffragata dalla citazione tratta dalla Lettera ai Romani: «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati».

Anche i vescovi francesi sono intervenuti per dare voci ai sentimenti dei cattolici, invitando a unirsi nella preghiera. «Dopo l’incendio di Notre-Dame di Parigi nell’aprile 2019 e quello di questa stessa cattedrale di Nantes nel 1972 – si legge nel comunicato diffuso a poche ore dal rogo -, non è solo una parte del patrimonio religioso ad essere distrutta, ma anche un simbolo della fede cattolica ad essere danneggiata, ferendo i cuori di tutti coloro per i quali questi edifici sono luoghi di preghiera, rifugi spirituali, punti di riferimento per la loro fede». Nella stessa nota, si informa anche che da Bruxelles – dove è arrivato per prendere parte al Consiglio europeo – il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha parlato con il presidente della Conferenza episcopale di Francia Eric de Moulins-Beaufort, per comunicare «la sua compassione. Voleva esprimere il legame che unisce la comunità nazionale con la comunità cattolica di fronte a questo nuovo dramma».

Da parte sua, il presidente dei vescovi ha espresso l’auspicio che si tratti solo di un incidente, accogliendo con favore il fatto che non ci sia stata alcuna vittima, ma ha aggiunto che quanto successo mette in evidenza l’urgenza di mettere in atto il piano di sicurezza menzionato durante il Forum per il dialogo tra il governo e la Chiesa cattolica che si è tenuto all’Hôtel de Matignon il 9 marzo scorso.

20 luglio 2020