Gaza: stabili le condizioni dei 3 piccoli ricoverati al Bambino Gesù

Sono arrivati nella sera del 10 marzo, con un volo umanitario, all’aeroporto di Ciampino, insieme ad altri 11 bambini e 8 adulti bisognosi di cure. 22 gli accompagnatori. Ad accoglierli, tra gli altri, il vicario della Custodia di Terra Santa padre Faltas

Sono stabili le condizioni cliniche dei tre bambini di Gaza arrivati ieri sera, 10 marzo, all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Due maschi, di 8 e 1 anno, e una femmina di 3, arrivati al Dea del Gianicolo con i loro accompagnatori. Il bimbo di 8 anni, informano dal Bambino Gesù, «affetto da paralisi cerebrale infantile post-infettiva, è ricoverato nel reparto di neurologia. Ricoverati invece nel reparto di malattie metaboliche gli altri 2 pazienti: il bambino di 1 anno, con sospetta sindrome genetica, portatore di Peg (il sondino per l’alimentazione addominale) e tracheostomia; la bambina di 3 anni, con sospetta sindrome di Gaucher, una malattia genetica del metabolismo». Per loro e per i loro accompagnatori si è attivato subito il servizio di accoglienza dell’Ospedale.

Con i tre bambini ricoverati ieri, sale a 9 il numero dei minori palestinesi finora presi in carico dall’Ospedale della Santa Sede. Sono arrivati all’aeroporto militare di Ciampino con un volo umanitario dell’Aeronautica militare – il terzo di questo tipo promosso dall’Italia -, insieme ad altri 11 bambini e 8 adulti bisognosi di cure mediche. Con loro, 22 accompagnatori. Vanno ad aggiungersi alle 111 persone già arrivate in precedenza dalla Striscia di Gaza. I piccoli sono sati ricoverati oltre che al Bambino Gesù anche al Santobono di Napoli, al Meyer di Firenze, al Gaslini di Genova, al Sant’Andrea di Roma, al Niguarda di Milano e al Rizzoli di Bologna.

Ad accogliere il volo dell’Aeronautica, a Ciampino, insieme al generale Francesco Paolo Figliuolo e al governatore della Regione Lazio Francesco Rocca, c’era anche padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, tra gli ispiratori e promotori di questa iniziativa umanitaria. Al Sir il francescano racconta che quella di ieri è stata anche l’occasione di «incontrare i bambini di Gaza e i loro accompagnatori che avevo accolto insieme al ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a fine gennaio e a inizio febbraio. Li ho rivisti con gioia e con ancora più gioia ho visto i loro occhi più sereni. Per alcuni di loro – aggiunge – le ferite sono state curate e spesso guarite; per altri le amputazioni e le schegge sono segni dolorosi dei loro corpi e che li accompagneranno per tutta la vita. I loro traumi, visibili e invisibili, sono alleggeriti dalle cure amorevoli dei medici e degli operatori sanitari italiani».

Nei racconti di padre Faltas, i segni della ritrovata «fiducia e speranza nel futuro» da parte di questi bambini, grazie «alla generosità e al cuore dell’Italia e degli italiani. Hanno imparato piccole frasi in italiano – racconta -, che provocano i sorrisi soddisfatti e orgogliosi degli adulti. Chiedono solo di riunirsi al resto della famiglia rimasta a Gaza: ho affidato questo loro desiderio ai Cuori misericordiosi di Gesù e Maria». Tanto è stato fatto ma serve «ancora più impegno nella ricerca del bene prezioso della pace. Lo chiede Papa Francesco con i suoi incessanti appelli. Siamo tutti coinvolti e responsabili perché la pace chiede il coraggio di superare ogni difficoltà, ogni incomprensione, ogni ostacolo», il suo appello.

11 marzo 2024