Giornata dei caduti, Mattarella: «Dal ricordo, un rinnovato impegno nella solidarietà»

A 17 anni dall’attentato di Nassiriya, in cui morirono tra gli altri 12 carabinieri e 5 militari dell’esercito italiano, l’omaggio delle istituzioni: «Immensa gratitudine»

Nella Giornata in ricordo dei caduti delle missioni internazionali, istituita nell’anniversario della strage di Nassiriya, nel cuore dell’Iraq, dove morirono, nel 2003, 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito, un cooperatore internazionale e un regista, insieme a 9 iracheni – 58 i feriti -, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indirizza un messaggio al ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Al centro, il tema del ricordo, chiamato a farsi «fonte di riflessione e di rinnovato impegno di solidarietà, nella corrispondenza al vincolo morale rappresentato da quanti sono caduti».

Il capo dello  Stato si fa portavoce della gratitudine del Paese per il sacrificio degli uomini e delle donne che «consci dei rischi ai quali andavano incontro, con coraggio e silenziosa abnegazione hanno sacrificato la propria vita per la difesa della pace e per l’affermazione dei diritti umani. Il nostro Paese – prosegue Mattarella – è parte integrante e promotore della comunità internazionale che si impegna costantemente per la pacificazione e la stabilizzazione di aree geografiche travagliate da conflitti e per contrastare ogni forma di terrorismo, consapevoli che il bene prezioso della libertà va conquistato giorno dopo giorno, tutti insieme, perché non può realizzarsi senza una piena condivisione tra i popoli». I militari e i civili «che operano con ammirevole spirito di servizio nelle missioni di pace e umanitarie, rese ulteriormente difficili dalla grave pandemia che affligge oggi la società globale – è il tributo di Mattarella – sono la prova tangibile del senso di responsabilità e di dedizione al bene comune».

Anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ricorda «con commozione» i 19 «martiri italiani uccisi nel vile attentato di Nasiriya», il 12 novembre 2003. «Il loro sacrificio – così come quello di tutti i caduti, militari e civili, cui questa giornata è stata dedicata – rimane una testimonianza dolorosa dell’impegno dei nostri soldati nel combattere il terrorismo, aiutare i popoli oppressi, garantire la sicurezza e portare la pace nelle aree più difficili del pianeta», sottolinea la seconda carica dello Stato. «Nelle zone di guerra del mondo, così come nelle nostre città, l’Italia sa di poter sempre contare sulla dedizione, il coraggio e il lavoro di donne e uomini in divisa ai quali anche oggi va un doveroso grazie per l’aiuto che stanno offrendo nella gestione dell’emergenza sanitaria», l’omaggio di Casellati. «Il Paese – aggiunge quindi ricordando le vittime di Nassiriya – non dovrà mai dimenticare chi, per fedeltà alla Patria, ha sacrificato la propria vita in questa missione».

Vicinanza alle famiglie delle vittime di tutte le missioni e «riconoscenza nei confronti dei nostri caduti» nelle parole del presidente della Camera dei deputati Roberto Fico. «Sono convinto che il nostro Paese debba continuare ad adoperarsi, nelle sedi internazionali, per perseguire politiche volte alla prevenzione dei conflitti incidendo sui fattori che ne sono causa. E soprattutto per privilegiare misure volte a mantenere o ristabilire pace e sicurezza senza ricorrere all’uso della forza», prosegue. La pace tuttavia, ammonisce Fico, «non è solo assenza di guerra. È soprattutto l’idea che le ingiustizie possano e debbano essere abbattute e che, superando la logica del più forte, si orienti il cammino della comunità umana verso la costruzione di una convivenza fondata sul rispetto della dignità dell’uomo e dei diritti che vi si radicano». Si tratta, per il presidente della Camera, di un compito che «ci riguarda tutti – cittadini, politica e istituzioni – in un percorso di azioni, anche quotidiane, ispirate a una società solidale, che genera fiducia in alternativa all’odio, condivisione in alternativa all’egoismo, l’unica vera strada per giungere ad una pace diffusa, autentica e duratura».

Su Twitter la nota del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «A 17 anni dal vile attentato terroristico di Nassiriya – scrive il premier – non dimentichiamo le vite spezzate dei 19 italiani che operavano per difendere la libertà e garantire la pace. Ricorderemo sempre il loro sacrificio e quello di tutti i connazionali caduti in missione». A loro e alle loro famiglie va anche il pensiero e l’«immensa gratitudine» del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. «La vostra memoria – scrive in un tweet, rivolto a “chi si è sacrificato per la sicurezza e la difesa del nostro Paese” – sarà sempre con noi».

12 novembre 2020