Giornata del Ringraziamento: lavoro, in sintonia con l’azione creatrice di Dio

Diffuso il Messaggio dei vescovi italiani per la 66ª edizione dell’appuntamento, il 13 novembre. La centralità dell’agricoltura per il futuro dell’umanità

Reso noto oggi, mercoledì 26 ottobre, il Messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei per la 66ª Giornata nazionale del Ringraziamento, che si celebra il 13 novembre. “Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra”: questo il tema del Messaggio, mutuato dal salmo 104, che invita a scorgere nella fertilità della terra «un’espressione forte dell’amore di Dio per le sue creature, cui nella preghiera si indirizza il ringraziamento». La stessa preghiera, osservano i vescovi, «ci guida anche a scoprire che, nel coltivare la terra, gli esseri umani operano come collaboratori dell’azione provvidente di Dio, che nutre e sostiene la vita: una vocazione alta ed esigente». Un «coltivare» che è assimilato al «custodire», nel comune orientamento alla vita. «Solo quando il lavoro umano si realizza in forme solidali, che siano anche rispettose dell’integrità della terra e di tutti i viventi, esso è in sintonia con l’azione creatrice di Dio e fa crescere la comunione creaturale – si legge nel Messaggio -. Solo quando trova modalità attente a valorizzare le realtà del creato ed a prendersene cura, esso contribuisce davvero alla fraternità entro la famiglia umana».

Si tratta di un orizzonte che la Giornata del Ringraziamento invita a concretizzare in questo 2016 che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato Anno internazionale dei legumi, caratterizzato dallo slogan “Semi nutrienti per un futuro sostenibile”. In realtà, osservano ancora i vescovi, «questa attenzione al tema indicato dalle Nazioni Unite sottolinea in modo chiaro un elemento che non possiamo più ignorare. La globalizzazione configura in modo unitario l’orientamento della politica e della cultura internazionale, definendo in modo nuovo lo stesso concetto di bene comune, sempre più di pertinenza planetaria». Tra le priorità, per i presuli italiani, c’è proprio la necessità di riscoprire l’importanza dell’agricoltura «per il futuro di una famiglia umana sempre più bisognosa di cibo sano e sufficiente», in unt empo che «sembra aver scordato tale realtà». Ancora,
valorizzare la varietà di specie che appartengono ai legumi è «anche un modo di apprezzare la splendida biodiversità del nostro pianeta, in cui uno sguardo credente sa riconoscere un’espressione della ricchezza dell’opera creatrice di Dio. È anche un modo di contribuire alla sua salvaguardia, che – nota ancora la Laudato si’ – è, invece, spesso minacciata da monocolture». E significa, poi, anche «promuovere un’economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale», indispensabile «perché continui ad essere possibile offrire occupazione».

Tornare a meditare su una «realtà complessa», che coinvolge «stili di vita, forme della produzione, legami con la terra, relazioni tra persone e famiglie»: questo l’invito dei vescovi. «Abbiamo bisogno di una spiritualità del coltivare la terra – scrivono – che ci aiuti a riscoprirla come madre e a lavorarla in modo sostenibile». Riscoprendo, al contempo, la nostra condizione di «”figli” che lavorano, rendono fertile e custodiscono il dono della terra attraverso la rete delle imprese agricole familiari, dove esso può farsi presente nel contesto di relazioni umane improntate alla gratuità e alla condivisione, rese fertili dal grande dono che Dio ci fa del suo amore misericordioso». Questa, si precisa nel Messaggio, «è la ricchezza a cui volgiamo lo sguardo, che invochiamo in questa Giornata del Ringraziamento».

26 ottobre 2016