Giovani in pellegrinaggio, aspettando il Giubileo

L’iniziativa della Pastorale giovanile a Santa Maria Maggiore, conclusa con la Messa del cardinale Reina. L’omaggio alla tomba di Francesco e alla Salus Populi Romani

Si scambiano sorrisi, abbracci, felici di ritrovarsi e pronti a scattare un selfie per immortalare il momento. Sono i giovani della diocesi che venerdì 6 giugno hanno partecipato al terzo e ultimo pellegrinaggio notturno nella basilica di Santa Maria Maggiore, organizzato dalla Pastorale giovanile in preparazione al Giubileo dei giovani.

Ultima tappa svoltasi «sotto lo sguardo materno della Salus Populi Romani e avendo come compagno di viaggio Papa Francesco che ha scelto questo luogo per riposare in pace», ha affermato il cardinale vicario Baldo Reina che ha presieduto la Messa al termine della serata. Centinaia i giovani partecipanti la cui presenza, per il porporato, «vuole essere un segno per la Chiesa e la città di Roma: giovani che decidono di lasciare tutto e di mettersi in ascolto della Parola e di accogliere la misericordia di Dio. Non siamo migliori degli altri ma siamo qui perché ci piacerebbe essere per noi e per gli altri un piccolo segno luminoso di come la vita di un giovane si lascia trasformare dalla presenza di Cristo risorto». Durante la celebrazione è stato letto il Vangelo di Giovanni in cui Gesù per tre volte chiede a Pietro se gli vuole bene. «Una domanda essenziale e una risposta sincera – ha osservato il porporato –. Pietro è bravo non perché è stato perfetto ma perché è stato profondamente sincero. Questa è la strada che il Signore ci chiede. Da noi si aspetta questo primo passo, ricominciare con Lui, ricominciare da quello che possiamo darGli, anche se poco. Il reso lo fa Lui». Per il Giubileo dei giovani, che si terrà dal 28 luglio al 3 agosto, è previsto a Roma l’arrivo di centinaia di migliaia di ragazzi da tutto il mondo. L’invito del cardinale vicario è quello di accoglierli «attraverso la testimonianza di una fede semplice, sincera e gioiosa come quella di Pietro».

Quello dei pellegrinaggi notturni è stato un percorso «nato spontaneamente e nella semplicità – ha spiegato don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano –. Offre l’occasione per attraversare la Porta Santa e conoscere le basiliche di Roma». Per alcuni ragazzi, complice la fine dei compiti scolastici e l’inizio delle vacanze estive, si è trattato del primo pellegrinaggio. Per altri si è concluso un cammino iniziato a febbraio nella basilica di San Paolo fuori le Mura e proseguito ad aprile con la tappa a San Giovanni in Laterano. «Un percorso iniziato con Papa Francesco, al quale rendiamo omaggio, e che continua con Papa Leone XIV, per il quale preghiamo», ha aggiunto don Alfredo.

I ragazzi si sono ritrovati sul sagrato della più antica basilica dedicata alla Vergine Maria e dopo la recita del Rosario hanno attraversato la Porta Santa e si sono raccolti in preghiera: prima davanti alla tomba di Papa Francesco – sulla quale è stato deposto un fascio di rose bianche –, poi ai piedi dell’icona della Salus Populi Romani, omaggiata con rose gialle, e davanti alle reliquie della Sacra Culla. Per Diego, la scelta di partecipare «è nata dal profondo del cuore, per ritrovarsi con sé stessi».

Flora ha rinunciato ai festeggiamenti dell’ultimo giorno di scuola in discoteca perché desiderava «vivere un momento di grande coinvolgimento e arricchimento personale e spirituale». Con la corona del Rosario in una mano e la foto di Papa Francesco nell’altra, Lucia si dice «emozionata. È il modo migliore per iniziare le vacanze». Fabiana ha da poco conosciuto la Pastorale giovanile, una realtà che le sta «insegnando tanto» e con la quale sta facendo «un importante cammino di fede». Per Ginevra è l’occasione «per uscire dal proprio guscio e condividere gli stessi valori con i coetanei». Beatrice non è voluta mancare, perché è «l’opportunità per ritrovare un dialogo intimo con il Signore».

7 giugno 2025